Durante la Messa: In Ginocchio o in piedi, qual è l’atteggiamento giusto?

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Pubblichiamo questo articolo, perchè molti ci hanno chiesto visto il caos che regna molto spesso nelle celebrazioni eucaristiche, per ricordare alcune regole fondamentali liturgiche che non sono facoltative. Ma vanno sempre rispettate e onorate. Ormai durante le celebrazioni accade di tutto telefonini che squillano, persone che passano davanti a Gesù sacramentato senza neanche prostrarsi o inginocchiarsi, per andare poi a prostrarsi davanti alla statua di un santo. Vediamo molto spesso persone che recitano le parti della messa riservate ai Sacerdoti, oppure non rispondono al momento in cui bisogna farlo. Abbigliamenti sempre meno consoni, scollature pantaloncini sempre più corti magliette sempre più scollate e aderenti. Ci domandiamo ma la colpa di chi è? Non abbiamo la presunzione di dare una risposta ma ognuno trarrà le giuste conclusioni secondo coscienza. Noi formiamo alcuni spunti di riflessione, e delle linee guida per comportarsi durante la Messa in maniera conforme e liturgica.

 Durante la Messa vedo che non tutti i fedeli assumono gli stessi atteggiamenti. Quali sono le norme precise per i diversi momenti della celebrazione?

 

Le norme del Messale prevedono fondamentalmente due atteggiamenti: in piedi (durante le orazioni presidenziali, compresa la preghiera eucaristica, e la proclamazione del Vangelo); seduti durante la proclamazione delle letture e l’omelia. Altri atteggiamenti durante la Messa sono pure previsti dalle norme in certi momenti, ma lasciati alle diverse tradizioni culturali, alle circostanze e possibilità del luogo e delle persone.

Durante la preghiera eucaristica è possibile e lodevole inginocchiarsi durante la consacrazione «a meno che lo impediscano lo stato di salute, la ristrettezza del luogo, o il gran numero dei presenti, o altri ragionevoli motivi» (Premesse al Messale n. 43). In ogni caso, «per ottenere l’unità dei gesti e degli atteggiamenti… i fedeli seguano le indicazioni del diacono o altro ministro». L’unità di comportamento manifesta, infatti, l’unità dell’assemblea.

Il teologo don Silvano Sirboni