Chinzuo Matsumoto (noto con lo pseudonimo di Shoko Asahara) ha completato il suo percorso di studi in medicina nel corso degli anni ’80. Proprio in quel periodo si reca in viaggio in Tibet dove rimane colpito dalla profonda spiritualità dei monaci e di ritorno in Giappone decide di fondare la setta Aim Shinrikio (Verità Suprema). Come le sette americane anche questa decide di passare dalla teorica rivelazione di una verità suprema ad atti delittuosi contro la società: nel giugno del 1994 alcuni membri della setta portano a termine un attentato a Matsumoto con il gas nervino Sarin che comporta la morte di 7 persone.
La setta si ripete a Tokyo l’anno successivo attaccando la metropolitana della città giapponese e uccidendo 13 persone. Immediata la reazione delle forze dell’ordine giapponese che nel giro di 2 mesi individuano gli autori dell’attentato e li arresta, tra loro anche Shoko che inizialmente nega di aver ideato il piano criminale. Solo nel 2004 dopo nove anni di processi il responsabile si addossato la colpa dell’attentato dichiarando di meritare la pena di morte. La condanna a morte non è una punizione che rispecchia i valori cristiani e non permette in ogni caso ai parenti delle vittime di riavere i propri cari. Il Giappone come alcuni Paesi degli Stati Uniti mantiene questa usanza crudele che nella maggior parte degli stati occidentali è stato ormai eliminata in favore del carcere a vita per reati così gravi.
Luca Scapatello
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