Gesù: Il demonio si accanisce con le persone buone

 

Il piacere massimo del demonio è quello di riuscire a tentare le persone buone, più virtuoso è l’uomo e più grande è il suo godimento qualora riesca a portarlo al peccato. La tentazione demoniaca è una specie di nebbia oscura che imprigiona l’anima, il credente per quanto forte non riesce più a vedere la luce del signore e di conseguenza comincia a dubitare dell’esistenza di Dio dell’esistenza dell’aldilà e delle verità che Gesù ci ha consegnato con la sua discesa in terra, dunque, in un istante la fede nei sacramenti e nella preghiera svaniscono, ma Gesù ci ha insegnato come superare le tentazioni e come lui, nei momenti più bui dobbiamo  rimetterci a Dio.

 

L’eterna lotta ingaggiata da Lucifero con Dio è iniziata in Paradiso e continua in terra, il luogo in cui viviamo è quello in cui l’angelo caduto è stato confinato, ma a differenza nostra lui non ha possibilità di redenzione e questo lo fa infuriare gli fa provare invidia nei nostri confronti, perché noi in quanto esseri fallaci possiamo sbagliare ma avremo sempre il perdono se ci pentiremo mentre lui no.

 

Data l’invidia che rode l’anima del diavolo Gesù come Dio incarnato non poteva che essere la sua vittima prediletta, prima di condurlo a morte per mano di Giuda, infatti, provò a tentarlo in ogni modo, nel Vangelo si narra che Nostro Signore partendo dal Giordano si incamminò nel deserto senza cibo, per 40 giorni resistette ai morsi della fame senza fatica, ma superato il quarantesimo giorno questa lo vinse e fu allora che si presentò il demonio e gli disse: “Sei il figlio di Dio trasforma i sassi in pane”, ma Gesù Santissimo che non poteva peccare rispose: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola di Dio”. Il Diavolo non contento provò un altra strada, condusse Gesù in un monte gli mostro i regni terreni poi disse: “Io ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché a me sono stati dati, e li dono a chi voglio. Se tu dunque ti prostri ad adorarmi, sarà tutto tuo”, Gesù rispose: “Sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e servirai a lui solo”. Il demonio indispettito chiese a Gesù una prova di quanto diceva: “Se tu sei il Figlio di Dio, gettati giù, perché sta scritto: Egli ha ordinato ai suoi Angeli di proteggerti ed essi ti sosterranno colle loro mani, affinché non urti il piede in qualche sasso”, ma anche in questo caso il tentativo fu vano perché Gesù ricordò a Satana che c’è scritto: “Non devi tentare il Dio tuo”.

 

Le vittime successive del Demonio furono Pietro e Paolo, figure fondanti della Chiesa Cristiana, il primo aveva la passione per le donne e più volte è caduto nel tranello del infame tentatore, salvo pentirsene con lacrime amare subito dopo, Pietro è lo stesso che ha rinnegato il signore per ben tre volte ammettendo se pur per breve tempo la vittoria del Demonio su di lui, San Paolo, invece, sebbene tormentato dai servi del demonio si rivolse a Dio e tramite la sua grazia li scacciò.

 

Non solo il vangelo ma anche la vita di diversi santi ci racconta episodi di tentazione fortissima che questi hanno scacciato dopo periodi di assoggettamento rinnovando la propria fede nel Signore. D’altronde i sacramenti e la preghiera sono gli strumenti migliori che abbiamo a disposizione per scacciare il male e se non perdiamo la fede in Dio sarà lui stesso che ci concederà la grazia di resistere agli assalti del demonio.