Gesù dov’era prima di incarnarsi nel grembo di Maria?

Non è inusuale porsi delle domande, anzi, che nascono dal desiderio di penetrare un Mistero tanto grande: dove si trovava Gesù prima di nascere e venire in mezzo a noi? 

L’interrogativo è stato posto a un teologo che ci aiuta ad accogliere nella Fede il mistero.

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Gesù esisteva prima della sua venuta?

La Parola di Dio, come anche il Santo Padre più volte ci ha detto, va letta ogni giorno e meditata nel nostro cuore. Dio ci parla e, ogni volta, vuol dirci qualcosa perché la nostra fede si arricchisca ogni giorno di più. Ma come lo era anche per i nostri padri, molte volte essa risulta ostica o di difficile comprensione.

Per questo motivo, rivolgiamo le nostre domande ai sacerdoti, ai teologi o agli studiosi della Sacra Scrittura, nella speranza che ci aiutino a comprendere alcuni difficili passaggi e a districare i nostri dubbi.

Nel leggere il Vangelo, una fedele si pone questa domanda: “I discepoli dicono a Gesù: “Questa parola è troppo dura”. Egli risponde: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il figlio dell’uomo salire là dove era prima?”.

Da qui, la domanda sorge spontanea: “Ma dove era prima? Esisteva già prima di venire sulla terra sotto forma di uomo?”.

Una domanda legittima, che può sorgere nel cuore di ognuno. Gesù si incarna nel grembo di Maria e viene al mondo. Allora perché questa citazione “dov’era prima”? La risposta del teologo arriva puntuale: “Il Nuovo Testamento insegna che “in principio era il Verbo” e in questa espressione si tratta del Logos pre-esistente, ossia del Figlio, che, in quanto persona della Trinità Santissima, è eterno e della stessa sostanza del Padre e dello Spirito” – spiega.

C’è una frase chiara e inequivocabile nella lettera agli Ebrei, estremamente chiarificatrice: Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno”. Dalla teofania del roveto ardente all’incarnazione, Dio non ha mai cambiato identità: “Io Sono colui che era, è e sempre sarà”. 

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La doppia natura di Gesù

Il teologo aggiunge una specifica sulla natura di Gesù, che non è una sola: “Quando pensiamo alla figura di Cristo, ci muoviamo quindi a due livelli: quello del Figlio di Dio (natura divina) e quello dell’uomo Gesù (natura umana). Inoltre quando Gesù, parlando di sé, si denomina “figlio dell’uomo”, non fa riferimento alla sua natura umana, ma a una figura profetica e apocalittica, che svolge un ruolo salvifico rispetto al popolo d’Israele” – continua.

La conclusione della spiegazione da parte del teologo ci apre al vero fondamento della nostra fede: “Poiché, nelle due nature, la persona di Cristo è una, con la resurrezione partecipa dell’eternità con tutto il suo essere, anche corporeo”.

Fonte: famigliacristiana

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