Game Over per il progetto di aborto in Argentina – Video

Game Over per il progetto di aborto

E’ stato deciso -finalmente- il Game Over per il progetto di aborto e per il videogioco argentino, il cui obiettivo era quello di uccidere un feto.

Il videogioco era stato divulgato proprio in concomitanza con la discussione, pro o contro aborto, proposta alla Camera del Senato.
Il videogioco -se così si può definire- che non ha pari, in quanto a cattivo gusto e crudeltà, si chiama “Doom Fetito” e i giocatori hanno lo scopo di procurarsi una sostanza (il misoprostolo) che provoca l’aborto, superando degli ostacoli.

Nel percorso di gioco, si devono eliminare i preti cattolici, la polizia nazista (a cui sono paragonati coloro che impediscono l’aborto) e le donne pro-life, per arrivare alla meta, rappresentata da un feto alla 20esima settimana che deve essere massacrato, eliminato, sconfitto.
Se i giocatori/assassini hanno la meglio, si visualizza il messaggio: “Hai sconfitto fetito! Corri a dare il misoprostolo a tutti coloro che ne hanno bisogno, così potranno batterlo anche loro!”.

La pericolosità del farmaco abortivo misoprostolo

Ricordiamo che il misoprostolo è un farmaco, usato per le ulcere gastriche e per indurre il travaglio durante il parto e, purtroppo, anche per provocare un aborto spontaneo.
Le femministe argentine e i loro affiliati chiedono che possa essere accessibile a chiunque, in tutte le farmacie, ma non specificano quanto sia pericoloso, se usato senza il controllo medico.

Anche l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato che, se usato al di fuori dell’ambito ospedaliero, può provocare la morte della madre, oltre a quella del nascituro.
In Argentina, in questi ultimi tempi, si sta chiedendo di poter decidere di abortire liberamente, legalmente, e, dunque, anche di poter adottare qualunque tipo di soluzione per danneggiare il feto indesiderato.
Lo scorso Giugno, la Camera del Congresso aveva approvato la proposta di legge pro aborto, ma, perché fosse effettiva, doveva superare anche la discussione alla Camera del Senato.

Game Over per il progetto di aborto

Al Senato, invece, la proposta si è arenata ed è stata dichiarata inammissibile, l’8 Agosto.
Secondo la Costituzione argentina, ora, l’argomento “non potrà essere ripresentato nelle sessioni di quello stesso anno”.
Dunque, in tutta la Nazione, l’aborto sarà -ancora per un bel po’ di tempo- ritenuto illegale, a meno che non ci sia pericolo di vita per la donna incinta o nel caso sia stata vittima di stupro. In tutte le altre circostanze, è punibile con il carcere.

Alla Camera del Senato, 38 Deputati contro 31 -nonostante le pressioni dei media e l’esempio recentissimo dell’Irlanda- hanno per il Game Over del progetto di aborto.
Nelle ultime settimane, i pro e i contro aborto erano distinguibili grazie ad un fazzoletto, rispettivamente verde o azzurro/rosa.
E, mentre le femminista del gruppo “Ni una menos” sostenevano che l’unica scelta possibile dovesse essere fatta tra aborto legale o aborto clandestino, la Conferenza Episcopale spingeva nell’organizzare Messe, preghiere e ogni altra iniziativa, atta a ribadire -con il loro predecessore e ispiratore Bergoglio- il “no” alla cultura della morte.

La Chiesa argentina contro la cultura della morte

La Chiesa argentina ha anche annunciato l’apertura di “case per donne single, adolescenti e giovani”, chiamate “Home of the Maternal Hug”, per permettere di scegliere di far nascere il piccolo, anche in circostanze non ottimali.
“Vogliamo dare una risposta concreta ai bisogni dei nostri quartieri poveri e dei quartieri popolari, dove la vita è accolta nonostante le difficoltà”. “Ogni gravidanza, ogni ragazza e ragazzo, è attesa e ricevuta come un dono, con la speranza di un futuro diverso e migliore”.

Chi divulgava il videogioco “Doom Fetito”, ossia l’attivista Florencia Rumpel, usava questo pretesto: “Al momento, l’aborto è un’area legale grigia in Argentina. Gli aborti possono essere eseguiti solo se la gravidanza può danneggiare la salute del genitore o in caso di stupro. Se sei incinta in Argentina e desideri abortire, rischi di affrontare il carcere. Se la procedura non viene eseguita correttamente, rischi di infortunarti o addirittura di morire. Tante donne muoiono, ogni anno, in Argentina, perché l’aborto non è legale in tutti i casi”.
Per questo, Florencia Rumpel aveva riprodotto, nel videogioco stesso, il feto gigante, mostrato nelle varie manifestazioni dei pro-life.

Game Over per il progetto di aborto. Fetito è salvo!

Forse, però, non ha considerato che, in questo modo, il feto appariva com’è in realtà: un bambino in divenire, non un grumo di cellule; un piccolo essere umano, contro cui si chiedeva di combattere, come se fosse il male da estirpare dalla società, minacciata dalla sua venuta al mondo.
E anche se, nel videogioco, veniva definito “boss”, accompagnato dalla parola “Doom”, che potrebbe tradursi con “condanna irrevocabile”, quel feto ha sicuramente suscitato il giusto sentimento, in coloro che ancora considerano l’aborto come un omicidio.
Vogliamo sottolineare, infine, che le donne incinte che rischiano di morire, potrebbero trovarsi in pericolo proprio per le pratiche abortive e non certo perché portano in grembo il “boss”.

A questo proposito, ricordiamo, con tanto dispiacere, la giovanissima Keila Jones, una ragazza argentina di 17 anni che, un paio di anni fa, incinta all’ottava settimana, assunse un farmaco per liberarsi del suo bambino. Purtroppo, Keila Jones, morì per delle complicanze dovute a quella procedura, a cui aveva avuto accesso, senza nemmeno informare i genitori.
Quel farmaco era proprio il misoprostolo! Da allora, la madre di Keila Jones racconta a tutti che “l’aborto è un omicidio, non una soluzione”.

Antonella Sanicanti