È valida la partecipazione alla Messa senza comunione eucaristica?

Il tema è stato sulla cresta dell’onda in particolare durante la pandemia. Oggi, a quattro anni di distanza, è il momento idoneo per tornare a ragionarvi sopra con obiettività e alla luce della dottrina.

Un dilemma, comunque, rimarrà sempre attuale: si può andare a messa senza fare la comunione? Ci sono ragioni fondate che, in certi casi, suggeriscono di astenersi dal sacramento?

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La motivazione più ovvia e intuitiva per non ricevere l’eucaristia al termine di una funzione religiosa è legata alla condizione di peccato mortale. Se il fedele si trova in uno status di mancanza di grazia e non gli è stato possibile confessarsi nemmeno durante la messa, dovrà evidentemente astenersi dal ricevere una comunione sacrilega.

Lontani da Gesù… ma solo per desiderarlo

Si può, poi, rinunciare all’eucaristia qualora si voglia rafforzare il proprio desiderio di ricevere Gesù sacramentato. Può anche capitare che non si è riusciti a rispettare il digiuno nell’ora precedente alla comunione: in quel caso bisogna rinunciarvi.

Non ci sono limiti, inoltre, al numero di messe a cui si può partecipare durante la giornata: se, però, si è fatta la comunione la mattina, sarà buona regola astenersi dal sacramento durante la messa vespertina.

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In definitiva, nessun cattolico può rinunciare al pane di vita eterna: il cibo spirituale è essenziale almeno quanto il cibo materiale, in quanto l’uno nutre l’anima, l’altro il corpo. L’unica ragione per la quale un fedele può astenersi (purché non per un periodo troppo prolungato) è legata alla comprensione profonda del valore inestimabile di Gesù fattosi pane come dono per l’umanità. La comunione fisica non è incompatibile con la comunione spirituale né è da essa disgiunta.

Il sacramento dell’Eucaristia è legato all’incontro personale con Gesù Cristo. L’Eucaristia non è un rito simbolico, né una commemorazione dell’evento storico dell’Ultima Cena con i Dodici: siamo di fronte alla reale presenza di Gesù in una particella di pane. Chi riceve l’ostia consacrata consolida il proprio radicamento nella comunità universale della Chiesa, corpo di Cristo, dotata – come Cristo stesso – di una natura fisica e di una natura spirituale.

Viva la messa sempre!

Proprio in ragione dell’incommensurabile preziosità del dono eucaristico, è necessaria una formazione seria e meditata per riceverlo. Nessun battezzato può incontrare Gesù, senza un’adeguata preparazione. Di fronte alle persone importanti, è necessario indossare un abito idoneo, che spicchi per gusto ed eleganza. Anche nel caso di Gesù, l’abito conta ma stiamo parlando dell’abito interiore.

Per le ragioni elencate prima, in certe circostanze, quell’abito spirituale non è disponibile. Ciononostante, anche in assenza delle condizioni per ricevere la comunione, partecipare alla santa messa non solo è possibile ma è anche consigliato. In primo luogo perché si offre il sacrificio di Cristo assieme al celebrante e alla comunità.

Coro
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Andando a messa, inoltre, si ascolta la Parola di Dio, anch’essa nutrimento spirituale per il credente. A messa, prima ancora di ricevere l’eucaristia, si sperimenta la comunione con i fratelli: si incontra, cioè, una comunità viva, che prega, che canta, che si sostiene a vicenda, e che, tutta insieme, spera nella vita eterna.

La comunione spirituale, in definitiva, è la necessaria anticamera nell’accesso alla comunione eucaristica. La messa è il contenitore più idoneo per entrambe le comunioni, le quali – giova ricordarlo – non sono in contrapposizione, anzi, si alimentano a vicenda.

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