Da una vita nel mondo alla clausura: “Ecco come Dio mi ha scelto”

La storia di vita di una ragazza che cambia in maniera radicale dopo un evento che ha sconvolto la sua esistenza.

La malattia e un percorso nuovo e inaspettato si apre davanti a lei e che la porta a bussare alla porta di un convento di clausura. Un cambio radicale di vita.

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Francesca ha 37 anni e, come lei stessa racconta, la sola idea di una vita in clausura era molto lontana da lei. Era una ragazza come tante altre.

La chiamata di Dio per Francesca

Non c’era nulla in lei che facesse presagire che potesse diventare una suora. Ma Dio è così: bussa alla nostra porta quanto meno ce lo aspettiamo. Quella che stiamo per raccontarvi è la storia di Francesca, una giovane donna di 37 anni che non avrebbe mai pensato che la sua vita sarebbe cambiata così tanto e radicalmente.

È sempre stata una ragazza frizzante, solare, allegra, dove gli amici, i fidanzati, il lavoro erano parte integrante della sua vita. Ma poi c’è stato qualcosa che è cambiato in lei, in un momento particolare della sua vita, forse il più doloroso. Davanti alla malattia non si può scappare.

Il tutto ha inizio quando a Francesca viene diagnosticato un tinoma, si tratta di un tumore molto raro che colpisce il timo, un organo presente nella parte alta del torace e che regola il sistema immunitario. Francesca si sente persa, non sa cosa fare, ha paura. Ma c’è un sogno particolare che cambia ogni sua aspettativa.

Era il periodo della malattia e, durante una notte, sogna San Massimiliano Kolbe. Lo ha raccontato lei stessa durante una testimonianza nella sua parrocchia: “Sei mesi dopo questo sogno, il tumore è scomparso”.

Francesca con il suo padre spirituale, don Salvatore Giuliano – photo: ilcorrieredelmezzogiorno

Da una vita nel mondo a una vita in Dio

Francesca ha conosciuto don Salvatore Giuliano, parroco della Basilica “San Giovanni Maggiore” a Napoli, e a lui aveva chiesto di pregare per lei quando le fu riscontrato il tumore. Ma mai avrebbe pensato che, da quell’ingresso in quella chiesa, sarebbe iniziato un nuovo cammino di vita.

Lei era una donna sempre attiva, sempre in mezzo alla gente. Lavorava in aeroporto, ma la malattia l’ha portata a cambiar strada anche dal punto di vista lavorativo, e scegliere di prendere un attestato e diventare operatrice socio sanitaria, per andare a lavorare con i malati. Ma nemmeno quella era la strada definitiva che Dio aveva tracciato per lei.

Piano piano, sente crescere una nuova curiosità (se così si può chiamare) dentro di sé: quella verso la clausura. La curiosità l’ha portata a bussare alla porta del Monastero delle Suore Carmelitane Scalze ai Ponti Rossi, a Napoli. Dall’incontro e dalla richiesta di preghiera al parroco è iniziato un cammino che, piano piano, l’ha portata ad avvicinarsi all’Eucarestia, c’era qualcos’altro in lei che “bolliva”.

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La necessità di un cammino di fede più profondo: il bussare a quella porta e capire se era giusto fare un’esperienza diretta di fede. Le sono bastati solo due giorni con le suore per capire che lei, lì si sentiva davvero bene: “Solo stando in convento ho capito che io cercavo quell’amore lì”. E quell’amore era l’amore di Dio, e non del suo fidanzato.

L’ingresso in convento

Francesca entra come novizia, portando la sua vivacità all’interno del convento stesso. Le suore hanno accolto questa sua veracità e simpatia, come una vera ventata di freschezza: “Quando sono entrata in quel raccoglimento mi sono sentita pervasa dall’amore di Dio […] Qui ho trovato il paradiso, mi sono sentita avvolta da una felicità che mai immaginavo” – racconta.

Il suo periodo di probandato durerà 12 mesi, durante i quali lei non potrà incontrare né vedere nessuno, nemmeno don Salvatore, il suo padre spirituale che l’ha seguita nel corso di questi anni di discernimento e cambiamento. Una scelta consapevole e forte che sta plasmando piano piano la sua vita.

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