Dal Basket alla clausura: la vocazione di Suor Chiara Luce

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:46

Quella di Suor Chiara Luce è una grande testimonianza di fede. La sua vocazione spirituale l’ha spinta ad abbracciare la vita di clausura, sull’esempio di Santa Chiara.

Suor Chiara Luce
Suor Chiara Luce (websource)

Oriana Milazzo, giovane talento della pallacanestro italiana, ha abbandonato i palazzetti dello sport per abbracciare la vita in Cristo e seguire Dio nella povertà, nella clausura e nell’obbedienza, sull’esempio di Santa Chiara. Ed è proprio questo il nome religioso scelto dalla giovane Oriana, oggi Suor Chiara Luce, che con molta emozione dichiara: «Sono stata condotta e guidata nel posto in cui il Signore mi attendeva». Quel posto, è il monastero di Santa Chiara ad Alcamo, in provincia di Trapani.

Suor Chiara Luce e la vocazione

Oriana Milazzo era una giovane promessa del basket italiano. All’età di 14 anni si è trasferita ad Alcamo, per inseguire il sogno di diventare una giocatrice professionista. Nel piccolo comune siciliano, Oriana entrò in contatto per la prima volta con quel monastero che rappresenterà poi la sua casa e la sua famiglia. Infatti, la giovane fu affidata a una famiglia che partecipava alla messa domenicale nella Chiesa del monastero. In questo luogo, iniziò a manifestarsi la sua vocazione spirituale.

L’esordio in A1

Subito dopo, il trasferimento a Priolo. Il sogno di diventare giocatrice professionista finalmente si realizza e Oriana fa il suo esordio in seria A1, vestendo anche la maglia della nazionale italiana. Eppure la felicità non è completa. Oriana sente di non essere soddisfatta: «C’era qualcosa che continuava a mancarmi, sentivo una insoddisfazione in me». Crebbe in lei la volontà di donare il suo aiuto al prossimo, c’era il concreto bisogno di essere utile agli altri.

L’impegno parrocchiale

Col passare del tempo, Oriana inizia dunque a frequentare sempre di più la parrocchia e ad aumentare i suoi impegni in Chiesa. Poi ci sono gli studi: un altro desiderio di Oriana era quello di diventare un medico missionario e per questo ha intrapreso gli studi di medicina a Roma. Ma la voce interiore, la sua vocazione, si manifestava sempre di più. Oriana non era soddisfatta, o almeno non lo era completamente.

La chiamata di Dio

C’è un momento preciso in cui Oriana capì che il Signore la stava chiamando: alla gmg di Madrid. Oriana capì il progetto che Dio aveva per lei. Subito si diresse verso la sua casa, il monastero di Alcamo. Qui, Oriana inizia il suo nuovo cammino, assumendo il nome religioso di Suor Chiara Luce e il 13 maggio 2019, finalmente, la professione temporanea: «Chiedo per amore di Dio di essere ammessa alla professione dei voti temporanei in questa fraternità di sorelle povere di Santa Chiara per seguire la via della povertà e dell’umiltà del Signore Gesù Cristo ed essere con questa comunità un cuore solo e un’anima sola».

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Fabio Amicosante

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