Il Dottor Rizzi dell’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo assicura che per il momento la situazione non è drammatica e che non c’è motivo di avere paura.
Il primario dell’Unità operativa malattie infettive, spiega che nella città più devastata dalla Pandemia al momento ci sono solo due malati gravi.
Le notizie di questi giorni ci inducono a pensare che tra qualche settimana potremmo anche trovarci in una situazione simile a quella vissuta all’inizio dell’anno. Se si guarda all’evoluzione della pandemia nel resto d’Europa, infatti, si nota come il numero dei positivi è aumentato in maniera esponenziale e alcune città hanno dovuto fare ricorso ad un lockdown di qualche settimana. In Italia i numeri sono decisamente più contenuti, ciò nonostante il governo ha voluto mettere delle misure più restrittive per evitare di arrivare alla situazione in cui si trovano gli altri.
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C’è dunque motivo di preoccuparsi? Allo stato attuale delle cose si deve semplicemente vivere alla giornata e rispettare le nuove restrizioni. Convivere con il virus e con le limitazioni, infatti, è quanto dovremo fare finché non sarà trovato un vaccino. D’altronde, come ha sottolineato il dottor Marco Rizzo, Primario dell’Unità operativa malattie infettive dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo: “Non ci troviamo dentro la seconda ondata”.
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Prima che tacciate di negazionismo il medico, bisogna sottolineare come questo non neghi né l’esistenza né la pericolosità del virus. Il primario, infatti, si limita ad osservare i dati e a commentarli. Lo fa partendo da quelli del suo ospedale e della città di Bergamo, la più colpita nella fase acuta della pandemia: “a Bergamo abbiamo un paziente in terapia intensiva e un altro in sub intensiva, ma non c’è nulla di drammatico“. Successivamente il medico invita ad analizzare i dati non attraverso il numero dei positivi, ma alla percentuale tra positivi e tamponi effettuati.
Luca Scapatello
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