Cosa dice la Chiesa sugli UFO

ufo

1. La Sacra Scrittura non dice nulla di abitanti fuori della terra.
Parla delle creature angeliche, alcune delle quali popolano il cielo (paradiso) e altre l’inferno.
Ma si tratta di essere spirituali, che non hanno nulla da spartire con gli ufo.

2. Sono venuto una volta a contatto con persone che stavano facendo un congresso sugli ufo. Mi sembravano invasati.
Leggevano tutta la Scrittura in funzione degli ufo, soprattutto le rivelazioni di Daniele nell’Antico Testamento. Il resto (che è la realtà essenziale) a loro non interessava.

3. La posizione della Chiesa in merito ad altri abitanti all’infuori dei terrestri è neutra.
Ma è neutra nel senso che non dice niente.
Poiché la Sacra Scrittura non dice nulla in merito, significa che la conoscenza dell’esistenza di questi eventuali abitanti non è necessaria per la nostra salvezza.

4. Pertanto se esiste qualcosa, questo ce lo deve dire la scienza.
Ora la scienza ci dice che le stelle più vicine a noi distano milioni di anni luce (cifre impressionanti). Sicché la luce che ci mandano, potrebbe essere luce di astri che nel frattempo sono ormai spenti.
Qualora gli ufo esistessero, dovrebbero avere milioni e milioni di anni luce di vita, e cioè essere quasi eterni. Non ti sembra un pò troppo?
Inoltre se esistono, se si fanno vedere e se la loro presenza è così forte e sicura, come asseriscono i loro sostenitori, come mai non planano sulla terra, non intessono rapporti con noi?
Si farebbero solo intravedere e poi fuggirebbero!

«Come si pone la Chiesa di fronte alla possibilità di forme di vita extraterrestre?»; «Dio ha mandato Suo Figlio soltanto sulla Terra?»; «Dal momento che Dio ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza, eventuali esseri alieni avrebbero o no l’anima?»; «C’è nella Bibbia un passo che neghi o avalli l’ipotesi di altre forme di vita?». Per rispondere a queste domande, ho bisogno di consultare esperti in materia. Gli esperti in materia mi aspettano nella mia biblioteca: non sono persone in carne e ossa (astrofisici, teologi, filosofi) ma libri, nei quali, a più riprese, mi immergo.
Nessuno sa se esistono abitanti di altri mondi: questo – come si dice – è poco ma sicuro. Non lo sa nemmeno la Chiesa. Che non nega né afferma. È vero che la Specola Vaticana indaga sulle condizioni fisiche possibili per la vita nell’universo, ma la Chiesa non ha nessuna posizione ufficiale in merito. La dottrina cattolica non si esprime né pro né contro, per cui resta, in questo campo, piena libertà di ricerca, di opinione e di discussione. Dio non si è rivolto a noi per rivelarci il numero delle stelle, la costituzione della materia o altre cose del genere. Questa è la parte che spetta alla scienza e allo sforzo dell’uomo. La dottrina cristiana ci lascia libertà di pensare se ci siano o no altri mondi abitati e… dischi volanti.
Se anche si scoprisse che esistono gli ET, resterebbe sempre un mistero il fatto che Dio abbia mandato il Suo unico figlio a noi. È difficile capire come Dio avrebbe potuto mandare il Suo unico figlio, vero Dio e vero uomo, su più di un pianeta. Sta di fatto che tutto ciò che è stato creato (dunque anche l’universo) partecipa della Redenzione.

Se ipotetici altri esseri abbiano o no l’anima, non sappiamo.
È assurdo pensare che gli extraterrestri abbiano un altro Dio, il “loro” Dio: l’atto creativo è uno solo, pur abbracciando entità diverse.
Nella Bibbia ci sono passi che potrebbero far pensare a vite intelligenti non terrestri (per esempio Paolo parla di Cristo come “re dell’Universo” e non come re del mondo) ma la Scrittura non è un libro di scienza, e perciò non si può pretendere che dia risposte scientifiche; inoltre, non sempre è compatibile con il nostro linguaggio:

quante volte il sacerdote, per spiegare un passo del Vangelo, è costretto quando non a quella aramaica? C’è tuttavia da ricordare la posizione di san Tommaso d’Aquino (sec. XIII), il quale, pur vivendo sotto l’egemonia tolemaica, riuscì a ventilare l’ipotesi di più mondi abitati e perciò bisognosi di redenzione (cfr. III libro delle Sentenze). C’è poi da registrare come la Bibbia non dica mai che la Terra sia il centro dell’universo, lasciando intravvedere la possibilità di altre intelligenze, soprattutto se consideriamo che nell’universo esistono cento miliardi di galassie, con miliardi e miliardi di stelle e pianeti. Tuttavia, se esistessero queste intelligenze, non sarebbero mai il prodotto dell’evoluzione, ma sempre la “conseguenza” di un atto creativo, l’atto creativo di Dio.

Film e letteratura presentano per lo più gli alieni superiori agli umani: se anche ciò fosse, questo non metterebbe in dubbio gli insegnamenti del Cristianesimo.

Supposto che gli extraterrestri esistano per davvero, devono aver avuto anch’essi i loro Adamo ed Eva. Come si saranno comportati nel loro Eden di massa diversa dal nostro? Se i progenitori degli ET non hanno compiuto l’equivalente “marziano” del nostro peccato originale, non hanno avuto bisogno della redenzione: «potrebbero essere rimasti nell’amicizia piena con il loro Creatore» (Funes, direttore della Specola vaticana); se invece si sono comportati come i genitori di Caino e Abele (magari la loro “mela” era ancora più succosa di quella terrestre) il sacrificio terreno di Gesù è valso anche per loro, essendosi Cristo incarnato una volta e per sempre (Romani 6,10).

Alla domanda: «Esisterebbero per gli extraterrestri il bene e il male?», si può rispondere: dove c’è creazione c’è un’esigenza di assoluto e una percezione di mancanza, e quindi di male.

Alla domanda: «E la felicità?» si risponde: e come dirlo, se non sappiamo definirla neppure noi, la felicità? Scienza e fede non sono inconciliabili, come affermò Giovanni Paolo II e come ha ripetuto Benedetto XVI. «Non c’è contraddizione tra quello che noi sappiamo attraverso la fede e quello che apprendiamo attraverso la scienza» (Funes).

Ad ogni modo, supposto che esistano realmente altri esseri, la religione cristiana e la teologia non subirebbero alcun contraccolpo Verrebbe infatti messo in risalto il Cristo, quale Signore di tutto l’universo: unico mezzo senza il Quale non v’è salvezza.