Nonostante il Coronavirus, la notte di Halloween in tutta Italia c’è stato chi si è radunato per festeggiare al chiuso senza alcuna precauzione anti-contagio.
Da Milano a Roma, gruppi di giovani si sono rinchiusi nelle abitazioni per festeggiare in massa questa a dir poco controversa tradizione anglosassone. Ad esempio a Milano è accaduto che venti ragazzi e ragazze tra i 18 e i 20 anni hanno preso in affitto un appartamento. Alla fine della serata, però, i carabinieri li hanno denunciati per “inosservanza delle norme sul contenimento della pandemia”.
A seguito di una segnalazione dei vicini per schiamazzi e musica notturna ad alto volume, sono arrivati i carabinieri. Entrando, le forze dell’ordine hanno trovato l’appartamento completamente a soqquadro. Bottiglie ovunque, ragazzi e ragazze che ballavano, perlopiù ubriachi, e figurarsi se usavano la mascherina. Per loro è quindi scattata una sanzione amministrativa. Per alcuni è stato persino chiamato il 118.
Gli organizzatori, che avevano affittato l’abitazione per 2.500 euro, avevano messo in piedi una festa a pagamento, dove venivano distribuiti a tutti alcolici. Tuttavia non c’è solo Milano a dare sfoggio di queste bravate. Anche a Roma, in un circolo in zona Nomentana, alcuni giovani hanno organizzato un mega evento in maschera, ma ora il locale è stato chiuso dalla polizia per 5 giorni.
Le persone che hanno partecipato alla festa, circa una sessantina di persone sparse nella sala da ballo, riceveranno multe dai 400 ai 1000 euro. La maggior parte dei presenti, anche qui, di certo non aveva la mascherina né tantomeno stava rispettando il distanziamento. Mentre nella sala ristorante si stava consumando una cena di compleanno in una tavolata di 15 persone. Anche in questo caso, la polizia li ha invitati a terminare la festa.
Si tratta però solamente di un’esempio tra i tanti che hanno festeggiato la controversa ricorrenza di Halloween. Anche in centro storico, infatti, sono state diverse le violazioni dei provvedimenti del Governo, tra alberghi e locali in cui i tavoli stavano appiccicati tra loro, con un numero di persone ritenuto eccessivo secondo le disposizioni anti-Coronavirus.
In un albergo in pieno centro storico si è parlato di un’ottantina di persone, che hanno portato alla diffida del titolare. In via Cassia, invece, come nella vicenda milanese, ventisei persone hanno tenuto sveglio per le prime ore della notte i vicini, ballando e cantando per una festa privata all’interno di un appartamento inserito in un condominio. Almeno finché non sono arrivati i carabinieri, che una volta intervenuti hanno bloccato i festeggiamenti e multato tutti i presenti.
Giovanni Bernardi
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