Vangelo di giovedì 6 maggio: riflessione di Paolo de La Luce di Maria – Video

Nel momento in cui conosceremo la gioia di Dio saremo talmente ricolmi che chi ci si avvicina respirerà quella stessa gioia e vedrà Cristo!

Riflessioni di Paolo de La Luce di Maria

Gesù ci sta innanzitutto dando una strada da seguire. Se osserveremo i comandamenti del Padre noi rimarremo nel Suo amore. E Gesù ci dice che come il Padre ha amato Lui, anche lui ha amato noi.

Si vede quindi il legame tra Dio e Lui, e tra Gesù e noi. Poi, ci dice Gesù, “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. Credo che ogni cosa “piena” è riversabile. Se io oggi ho una bottiglia piena, è facile darne ad altri. Quindi riversare la gioia è facile, perché ne sono pieno. Se invece io sono mezzo vuoto è difficile distribuire qualcosa se io non ne ho.

La differenza tra gioia e felicità

Gesù ci vuole far capire che insieme a lui scopriremo cose nuove. La differenza tra la felicità e la gioia è che la felicità è qualcosa che deriva da un evento: oggi sono felice perché…”la Roma ha vinto”, esempio. Lo stato di gioia è uno stato acquisito. Non è uno stato saltuario, momentaneo. È una condizione: sono nella gioia. Perché l’amore che sento dentro di me mi fa esplodere. Come quando si è innamorati: si è innamorati continuamente, non solo in un momento. Se si è innamorati lo si è perennemente.

Ecco, quell’innamoramento che è simile alla gioia, è l’esempio che Gesù ci sta facendo. Se noi rimaniamo nel suo amore, la nostra gioia sarà piena, una gioia che nemmeno conosciamo. È evidente che questa è la gioia che avremo tutti nel Regno di Dio. Noi spesso per dare senso alla nostra vita dobbiamo fare qualcosa: motiviamo la felicità attraverso delle esperienze.

Andiamo in vacanza, andiamo in un posto bello, a mangiare qualcosa… Se togliamo il fare, è difficile immaginare la felicità! Se fossimo fermi senza fare niente sarebbe difficile immaginare uno stato gioioso! È difficile, quasi impossibile. Ed è qui che il Signore ci chiama: immaginiamo di stare tutto il giorno a sentire l’amore di Dio senza fare nient’altro, e chi è stato a Medjugorje può capire cosa intendo.

Vivere nella gioia di Dio

Quello stato gioioso non nasce dal fatto che stiamo facendo qualcosa, ma dal fatto che stiamo lì. Quella sensazione di gioia è quella che noi vivremo senza più dover fare nulla. Non ci servirà fare cose per stare bene, perché staremo già nella gioia. Allora cosa ci sta dicendo oggi Gesù? La conosciamo la sua gioia?

Nel momento in cui la conosceremo saremo come una fontana di gioia per gli altri, perché saremo talmente ricolmi che chi ci si avvicina respirerà quella stessa gioia e vedrà Cristo! Questo ci chiama a vivere il Signore. Il Signore ci chiama ad essere portatori di quella gioia perché lui la riversa su di noi. Ed è lì che il Signore ci invita ad arrivare.

Quando la sua gioia è in noi, basta uno sguardo, bastano piccole cose che possono fare la differenza. Oggi Gesù ci chiama proprio a questo: a diventare portatori di questa gioia, di questa pace, che è una pace che non finisce. La cosa bella del Signore è che tutto ciò che Dio ci dona è eterno. Ci aspetta l’eterna gioia!

Il senso delle sofferenze

Se uno si rendesse conto di questo accetterebbe i più grandi patimenti di questa vita! Perché il proprio tracciato non si ferma a questa realtà dove ci sono tante sofferenze. Io credo che però, se veramente capiremo che quello che stiamo vivendo è l’antipasto del Paradiso e ci renderemo conto che il Paradiso non è un pensiero ma una realtà alla quale siamo chiamati, molte delle sofferenze che oggi patiamo troveranno un senso, troveranno una risposta.

Troveranno la consapevolezza che le sofferenze sono davvero tali perché sono dei doni che riceviamo. Chiediamo al Signore il dono di accettare le nostre sofferenze e di offrirle per le persone bisognose. Ci sono persone che oggi stanno bene, che se la stanno spassando, che se la stanno godendo, ma che magari non saranno destinati alla vita del Cielo. Allora loro si dovrebbero preoccupare, e noi di loro, pregando per loro, perché quello è il vero problemi: la dannazione eterna! Io mi sento male a pensarci, anche fosse rispetto alla persona più cattiva che ho conosciuto.

Eppure ci saranno persone che si danneranno eternamente. Allora noi chiediamo al Signore che la nostra vita vada verso di lui e che questa gioia sia in noi, e che la possiamo riversare negli altri.

Sia lodato Gesù Cristo.

Redazione

Paolo è il fondatore della Luce di Maria, è un laico, padre di famiglia e sposato in chiesa.
Tutte le sere alle ore 00:00 recita in diretta Facebook e Youtube de La Luce di Maria, il Santo Rosario che accompagna con delle riflessioni spontanee sulla Parola del Vangelo del giorno a venire.

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