La chiesa stessa sta cercando di spiegare chi può, realmente, liberare gli altri dal demonio, ma c’è ancora molta confusione, in merito.
Tanti fedeli si affidano a persone, che pur di dicono di fede, che si arrogano il potere di “parlare a Satana” e di scacciarlo dalle nostre vite.
In molti casi, si corre il rischio di peggiorare la situazione, poiché non è concesso ai laici di poter intervenire, personalmente, in certe situazioni spirituali.
Le circostanze sono comprensibilmente delicate e non sempre di facile valutazione.
Ecco cosa diceva Padre Gabrile Amorth: “L’esorcismo è un sacramentale, una preghiera pubblica che può essere recitata solo ed esclusivamente da un sacerdote con l’autorità della Chiesa per scacciare il demonio. Bene. Le preghiere di liberazione hanno lo stesso scopo e la stessa efficacia dell’esorcismo, con la differenza che possono essere recitate anche da laici. La soluzione sta quindi nel mezzo: i laici ordinino in nome di Cristo al maligno di abbandonare il corpo dei posseduti, mostrino immagini e reliquie di Santi a cui sono molto devoti, invochino l’aiuto dei Santi, l’intercessione della Madonna, impongano il Crocifisso sulla testa dell’ammalato ma mai le mani; si guardino solo dal pronunciare la frase: ‘Io ti esorcizzo’. E dicano sempre, in continuazione: ‘Nel nome di Cristo, vattene, ritirati all’inferno, io ti scaccio spirito immondo!”.
Allora, la distinzione da fare è tra esorcismi e preghiere di liberazione, che possono anche avere la stessa efficacia, ma vanno impartite nella maniera più consona.
Il rito di esorcismo deve essere distinto da quello che riguarda la preghiera di liberazione.
Entrambe le pratiche sono efficacissime, per allontanare il demonio e salvare le nostre esistenze dalla sua influenza negativa, ma, tra l’uno e l’altra, bisogna sottolineare delle importantissime differenze.
L’esorcismo può essere fatto solo dal sacerdote esorcista, appunto, che, in quanto autorizzato dalla chiesa, ha il “potere”, durante il rito, di richiamare a se la forza salvatrice di tutta la comunità cristiana, ossia del Corpo Mistico del Signore Gesù Cristo e la sua potenza liberatrice.
Questo “potere” non è dato ad un laico che, semmai effettuasse un esorcismo, potrebbe sollecitare inappropriatamente e attrarre a se, e contro di se, una forza malefica difficile da contrastare, senza il supporto spirituale di cui dispone un sacerdote.
La preghiera di liberazione, invece, si può fare in ogni momento, su se stessi e su altre persone; la può fare chiunque. E’ molto efficace farla su se stessi dopo la Confessione e la Comunione.
Nel caso di avessero dei dubbi in merito, prima di rischiare di attrarre su se stessi le attenzioni del demonio, meglio farsi consigliare da un Ministro di Dio, sul come agire.
In tutto il mondo, ci sono appena cinquecento sacerdoti esorcisti, che fanno tutti capo ad un’organizzazione internazionale, fondata nel 1990, riconosciuta dalla Santa Sede, l’Associazione Internazionale degli Esorcisti (Aie), che possiede un proprio statuto e condivide un certo rituale.
La procedura per impartire un esorcismo, dunque, è comune a tutti i membri dell’Aie e non può essere modificata o personalizzata, perché questo comprometterebbe la buona riuscita del rito e porrebbe a rischio “attacco demoniaco” officiante e richiedente.
Si inizia con l’aspersione dell’acqua benedetta e la recita della litania dei Santi, dopo di che si legge il Vangelo di Giovanni. Si prosegue con l’imposizione delle mani, da parte del sacerdote sulla persona vessata, e la recita della formula di rito che chiede a Satana di andare via.
Si conclude, poi, con un canto di ringraziamento.
Tutto il resto è inventato, falso o non adatto, nonché molto pericoloso, soprattutto per lo spirito.
Antonella Sanicanti
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