L’Anticristo | Quali sono i segni per riconoscerlo e le armi per combatterlo?

Si torna a parlare dell’Anticristo, un personaggio inquietante ma per nulla fantasioso. Benedetto XVI – in una intervista col giornalista Peter Seewald resa pubblica nel 2020 e presto diventata “virale” – ha fatto un chiaro cenno al suo “potere spirituale”.

L’Anticristo. Una figura tra le più enigmatiche delle Scritture. E tra le più dimenticate nelle omelie domenicali. Ma le Scritture e la Tradizione ci permettono di tracciarne l’identikit.

Luca Signorell, Predicazione dell’Anticristo (particolare) – photo web source

Sempre più il suo potere va imponendosi nella nostra società sotto forma della tavola di valori del politicamente corretto (matrimonio gay, aborto, ingegneria genetica e tante altre pseudo conquiste).

Un dossier della rivista “il Timone” ha preso di petto il tema scottante provando a tracciare l’identikit di questo enigmatico personaggio. Un’impresa che ha visto cimentarsi per primo il grande romanziere canadese Michael O’Brien, che proprio all’Anticristo ha dedicato una trilogia di grande successo.

Lo scrittore accredita l’ipotesi – già adombrata nel celebre romanzo “Il padrone del mondo” di Robert H. Benson – secondo cui il regno dell’Anticristo avrà come forma di governo un totalitarismo morbido. La persona che la Scrittura chiama “uomo di iniquità” sarà una figura suadente. Non si presenterà come un mostro sanguinario ma come il campione della pace e della prosperità universali. Un benpensante insomma.

Il regno dell’Anticristo: lavori in corso

“Tuttavia”, avverte O’Brien, “prima che si verifichi questo scenario, il maligno dovrà preparare l’umanità ad accoglierlo”. Attualmente molte forze potenti e avverse al cristianesimo stanno svolgendo questo lavoro di preparazione. Lo scopo è creare le condizioni esteriori e il clima psicologico adatti ad accogliere il nuovo “messia”.

Quest’opera viene portata avanti con una tattica capace di combinare l’erosione delle resistenze al potere spirituale dell’Anticristo e l’attacco frontale a tutto campo. Su tutto prevale una propaganda martellante fatta di seduzioni, lusinghe, bugie allo scopo di demolire le basi morali della civiltà. Senza trascurare poi la potente leva della paura, sempre utile per imporre i nuovi “valori” anticristiani. Lo scopo è normalizzare il male, dargli una veste istituzionale (come nel caso dell’aborto e ora dell’eutanasia).

Il regno dell’Anticristo sarà differente da una classica dittatura. Sarà un regime molto più subdolo. Lo scrittore canadese ipotizza che il totalitarismo morbido dell’Anticristo possa essere “un controllo mite e assoluto” reso possibile dall’eccezionale progresso delle tecnologie e delle reti di comunicazione, “un controllo onnipervasivo, irresistibile e dal profilo basso, nel quale per il comune cittadino nulla apparirà particolarmente ingiusto”.

Gli effetti concreti saranno però quelli propri di ogni forma di totalitarismo: 1) rifiuto di una verità morale oggettiva; 2) negazione del valore assoluto della vita umana; 3) divinizzazione dello Stato, unico giudice in terra del bene e del male; 4) oppressione della coscienza personale da parte dello Stato.

Non bisogna però disperarsi: il regno dell’Anticristo sarà terribile ma di breve durata e verrà spazzato via dal ritorno glorioso di Cristo.

Una grande prova finale

Padre Andrés Bonello, dell’Istituto del Verbo Incarnato, ribadisce che la vittoria di Cristo sarà preceduta da una grande prova finale. Qui l’Anticristo giocherà un ruolo da protagonista. La data di questa prova è avvolta nel mistero. Anche il Catechismo della Chiesa cattolica deve riconoscere che, sebbene “la venuta di Cristo nella gloria è imminente, non spetta a noi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta”.

San Paolo avverte nella seconda lettera ai Tessalonicesi che la fine dei tempi sarà preceduta dalla venuta di un “uomo iniquo, il figlio della perdizione”. Il suo sarà il tempo, dice sempre il Catechismo, “di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo”.

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L’Anticristo, che sedurrà molti ostentando una falsa santità e prodigi menzogneri, agirà attraverso persone e idee. La sua persecuzione sarà molto dolorosa ed è per questo che i cristiani hanno sempre collegato ogni persecuzione religiosa ai segni che precedono la fine dei tempi sotto l’azione e la guida dell’Anticristo. Fa dunque parte del “senso comune cattolico”, fa osservare padre Bonello, “chiedersi se l’Anticristo non stia già agendo, dal momento che l’odio di Satana si sta già applicando nella distruzione naturale dell’uomo attraverso l’aborto, la distruzione della famiglia, l’ideologia gender”.

Pubblicizzare il peccato per far dilagare il male, ecco lo scopo dell’Anticristo

Lo scopo dell’Anticristo è far dilagare il male. Per questo cercherà di cancellare la “vergogna di peccare” e di promuovere la celebrazione del peccato come una conquista pubblica. Tenterà perciò di rimuovere l’ultimo ostacolo (che san Paolo, sempre rivolgendosi ai Tessalonicesi, chiama il “katechon”) che impedisce, o meglio ritarda, la diffusione pubblica del peccato.

Chi o cosa rappresenti questo ostacolo resta ancora difficile da comprendere. San Cirillo di Gerusalemme sostiene che l’ostacolo sia l’impero romano, cioè l’ordine naturale in campo politico. San Tommaso invece pensa che sia la cristianità, vale a dire una società organizzata secondo l’ordine cristiano.

In generale non sembra perciò sbagliato concludere, afferma padre Bonello, che ciò che ostacola l’Anticristo è “l’ordine delle cose”.

Ma non è imbattibile…

Ad ogni modo c’è una certezza: che l’Anticristo non è imbattibile. Un’altra cosa da non dimenticare è che dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia. “Se vediamo i segni della persecuzione”, rammenta il sacerdote del Verbo Incarnato, “significa che si avvicina la vittoria di Gesù Cristo”.

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Non bisogna poi dimenticare che secondo san Luigi Maria Grignon di Montfort gli ultimi tempi assisteranno sì alla persecuzione ma anche alla presenza dei più grandi santi della storia, “che supereranno in santità la maggior parte degli altri santi, quanto i cedri del Libano sorpassano gli arbusti”.

Anticristo, personaggio in carne e ossa e ideologia

Infine padre Serafino Tognetti, monaco e sacerdote della Comunità dei Figli di Dio, ci ricorda che l’Anticristo è presente nella Scrittura sotto una duplice forma: come persona e come spirito.

L’Anticristo quindi come personaggio concreto, in carne e ossa, che si additerà come Dio e opererà mirabolanti sortilegi prima di essere sconfitto da Cristo. Ma anche l’Anticristo come movimento, pensiero: infatti è lo spirito dell’Anticristo che anima tutti quelli che non credono all’Incarnazione di Cristo.

Si può dire che lo spirito dell’Anticristo prepari e annunci la manifestazione della persona dell’Anticristo.

Odio per l’Incarnazione del Verbo

L’Anticristo odia la “carne” di Cristo, cioè la sua divina e reale presenza nel mondo. Cercherà dunque di presentarsi come il salvatore del mondo, come un magico risolutore di ogni problema sociale, disposto anche a tollerare che si adori Dio purché ci si limiti a un culto generico, sopra le nuvole, senza alcuna ricaduta concreta nella vita del mondo.

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L’Anticristo sarà il nemico “più subdolo e difficile da abbattere”, ammonisce padre Tognetti, perché si manifesterà al mondo “come un gran brav’uomo, e moltissimi gli andranno dietro, perché sarà pieno di “buon senso” e di logica”.

Le armi per combatterlo: la parola di Dio (in particolare i Salmi)

Come respingere le terribili seduzioni dell’Anticristo? Il monaco consiglia di armarsi di spada e martello. Sono le due immagini con cui i profeti Isaia e Geremia descrivono la parola di Dio. Cristo nel deserto non fronteggia Satana con ragionamenti. Per respingere le tentazioni usa solo la parola di Dio che separa il bene dal male e spacca la roccia del peccato.

In questa lotta contro il tenebroso potere dell’Anticristo sono fondamentali i Salmi, ci dice padre Serafino. Infatti “quando ci rivolgiamo alle potenze infernali dell’aria veniamo armati di spada e martello, e non c’è parola più efficace per allontanare tali avversari che il linguaggio divino dei Salmi”.

Quando i monaci pregano i Salmi non si limitano a lodare e onorare Dio. Stanno costruendo una barriera spirituale per difendere la cristianità dallo spirito del male. Le altre armi saranno quelle che la Chiesa ha sempre indicato come le più efficaci per scacciare il demonio: la preghiera, la vita di grazia, la pratica delle virtù, la penitenza.

Le armi dunque le abbiamo.

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