Angelus 25 ottobre 2026, Papa Leone: ecco come amare davvero Dio e i fratelli

Nonostante la convalescenza, Papa Leone ha presieduto l’Angelus in Piazza San Pietro davanti a una folla di fedeli, incentrando il suo commento sulla via autentica dell’amore evangelico.

papa leone affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico
lalucedimaria.it (photo: vatican media)

L’amore che Dio dona a ciascuno di noi che è “autentico e capace di coinvolgere cuore, anima, mente”, sono stati gli elementi al centro della catechesi, seppur breve, che il Pontefice ha rivolto ai fedeli. Sono state le parole di Gesù a dare ispirazione alla preghiera di questa domenica.

Dal punto di vista della salute, Papa Leone è apparso in ottima forma, ringraziando ancora una volta tutti coloro che hanno pregato e continuano a pregare per lui.

L’amore di Dio: come donarlo ai fratelli

Una Piazza San Pietro gremita ancora più del solito per ascoltare il secondo Angelus che Papa Leone, dopo il ricovero in ospedale, ha celebrato. La preghiera, quanto anche il commento al brano del Vangelo di questa domenica, sono stati al centro della sua catechesi: l’amore di Dio, quello che Lui dà a ciascuno di noi e che, noi, dobbiamo poi donare ai nostri fratelli. “Non possiamo amare veramente Dio senza che questo amore straripi nell’amore verso i fratelli e le sorelle. E non possiamo amare davvero il nostro prossimo se non come figli di uno stesso Padre che ci ha amati per primo nel suo Figlio Gesù” – sono le parole che aprono la catechesi del Pontefice.

Un esortazione per chiedere al Signore un cuore nuovo “capace di accogliere e di vivere il grande comandamento […] Non basta, infatti, sapere che Dio esista, che sia l’unico, o che sia l’Onnipotente; il Signore cerca da noi una relazione personale: l’unico vero Dio vuole diventare il nostro Dio” – continua Leone XIV.

Ma da qui ne è scaturita un’altra di domanda: come deve essere questo amore che Dio ci chiede di donare agli altri? La risposta, accompagnandoci per mano con le sue parole, ce la dà proprio il Papa: “Il nostro amore può essere autentico quando è risposta al suo amore che sempre ci precede. Da qui il bisogno di una totalità che coinvolga l’intera persona: cuore, anima, mente“. Un amore totalizzante, lo stesso che Gesù ha donato a noi, così noi dobbiamo donarlo agli altri.

“Dall’intima relazione con Dio diventiamo capaci di guardare noi e il prossimo con lo stesso sguardo di Cristo, secondo la sua prospettiva. In questo modo, l’egoismo è vinto e anche l’amore per sé stessi si fa carità: la nostra esistenza si volge verso l’altro e diventa dono per chi ci sta accanto” – continua ancora. Senza amore, infatti, la nostra fede perde il suo perno, il punto attorno al quale tutto ruota.

papa leone saluta il popolo

Papa Leone sta bene ma non andrà ad Assisi

“Senza di esso, infatti, la nostra fede verrebbe privata del suo contenuto, le nostre buone opere si ridurrebbero a moralismo, la nostra speranza sarebbe vana” – conclude il Papa. In ultimo, un ringraziamento ancora a tutti coloro che hanno pregato per lui durante il periodo di ricovero in ospedale.

Il Pontefice, come già annunciato, continuerà il suo periodo di convalescenza e riposo in Vaticano. Al momento, l’unico impegno ad essere stato annullato è la visita ad Assisi, programmata per il prossimo 27 ottobre, in occasione dell’Incontro internazionale “Pace disarmata e disarmante” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.

“Per favorire la ripresa a seguito dell’intervento di chirurgia toracica di martedì della scorsa settimana, seguendo il consiglio dei medici, Papa Leone XIV non potrà essere presente ad Assisi il 27 ottobre, come previsto, per l’incontro ‘Pace disarmata e disarmante’, nel 40° anniversario della Giornata di preghiera mondiale per la pace, convocata da San Giovanni Paolo II” – è stata la comunicazione della Sala Stampa vaticana in merito.

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