Andrea Spinelli: l’uomo che lotta contro il cancro camminando

Quanti chilometri ha percorso a piedi Andrea Spinelli da quando ha scoperto di avere il cancro?

L’uomo ha messo insieme 13 mila chilometri in 5 anni di camminate.

l'uomo che cammina per contrastare il cancro
(Screenshot/ Facebook)

Andrea Spinelli: la diagnosi nefasta e la decisione di intraprendere il cammino

Circa 5 anni fa, Andrea Spinelli ha ricevuto dal proprio medico curante la notizie che nessuno vorrebbe mai sentire: era affetto da un cancro al pancreas dal quale non poteva guarire. La prima reazione è stata di sconforto, ha pensato che non fosse giusto, che voleva continuare a vivere. Poi, però, ha deciso che non si sarebbe lasciato abbattere dalla malattia e che l’avrebbe tramutata in un’occasione per iniziare una nuova vita. L’idea che gli è venuta in mente è stata quella di cominciare a camminare: nel primo periodo di cure ha cominciato a camminare da casa fino all’ospedale (15 chilometri).

Avvertendo una piacevole sensazione di benessere, Andrea ha deciso di prolungare quelle camminate. Prima ha cominciato con i percorsi di montagna più brevi, quindi è andato fino al confine con l’Austria ed ha percorso tutto l’Appenino emiliano. Dal giorno della diagnosi ad oggi, Andrea ha percorso ben 13 mila chilometri a piedi, lunghe camminate di cui l’uomo ha tenuto traccia in un’apposito blog. Ciò che sorprende è che nonostante i medici gli avessero diagnosticato un massimo di 5 anni di vita, Andrea, dopo sei anni, è ancora capace di fare lunghe passeggiate.

Le camminate una cura per il cancro? Per Andrea Spinelli non ci sono dubbi

Trovare un rapporto di causa ed effetto tra l’intensa attività fisica di Andrea ed il prolungamento della sua aspettativa di vita è scientificamente errato. Dire che camminare può ritardare gli effetti della malattia lo è altrettanto e sarebbe un modo per generare false speranze in chi si trova nella sua condizione. Sarebbe più corretto dire che il fatto che sia ancora in vita è inspiegabile. Eppure Andrea è convinto che proprio la scelta di camminare lo abbia tenuto in vita e lo ha persino scritto nel suo libro: “Se cammino vivo”.

Con tale affermazione Andrea non vuole asserire che camminare abbia effetti terapeutici, ma che nel suo caso funge da motivazione per andare avanti. L’uomo è sicuro che ciò che importa alla fine del viaggio (la vita) non è quando finisce ma come ci si arriva. Per tale motivo è intenzionato a continuare con le sue marce finché ne avrà forza, così come non smetterà mai di parlare della sua malattia: “Ho pensato molte volte che è importante non rimanere soli, se non mi isolo, se non mi tengo tutto dentro, posso tutto”. Da questa convinzione nasce l’idea del libro, il cui obbiettivo è aiutare chi si trova nelle sue condizioni: “Posso anche perdere, perderò, ma se questo raccontare il cammino con il cancro può essere di sollievo e speranza anche a una sola persona, allora alla fine non avrò perso, ma vinto”.

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Luca Scapatello