Al momento le circostanze che hanno condotto alla morte di padre Nuogi sono incerte. Secondo ciò che è trapelato da ‘Camerun web‘ ed altri siti d’informazione locale, questo era andato a trovare la famiglia tra Buea e Muyuka, ma sulla morte del religioso ci sono due versioni differenti: una in cui viene affermato che il sacerdote è stato vittima casuale di uno scontro a fuoco tra l’esercito regolare camerunese e quello separatista anglofono e che sia stato colpito, dunque, da un proiettile vacante, l’altra secondo cui i separatisti anglofoni lo avrebbero colpito di proposito dopo averlo visto uscire dalla macchina.
Volontaria o meno che fosse, quella di padre Nougi è stata la seconda uccisione nel giro di 14 giorni: 2 settimane fa, infatti, un sacerdote originario del Ghana è stato ucciso dai militari camerunesi a Botibo nella parte nord del paese. Una situazione che accende l’ennesimo campanello d’allarme per i religiosi ed i fedeli cristiani residenti in Africa, troppo spesso vittime di ritorsioni di origine religiosa. Molto grave, infatti è la situazione dei cristiani nella vicina Nigeria: qui le famiglie cristiane sono prese di mira dalle tribù nomadi dei fulani che, con la scusa del contrasto religioso, fanno giustizia sommaria delle famiglie contadine locali per accaparrarsi i loro terreni.
Luca Scapatello
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