Ancora un sacerdote assassinato in Africa: padre Nougi aveva 42 anni

Ancora un sacerdote assassinato in Africa: padre Nougi aveva 42 anniAncora un sacerdote è stato ucciso in Africa in questo 2018 decisamente sanguinoso per i cristiani residenti in Africa e Asia. Il sacerdote si chiamava Alexander Sob Nougi (42 anni) era parroco della parrocchia di Buea, quartiere di Boumaka, città del Camerun, oltre ad essere già divenuto segretario per l’educazione cattolica nel Paese africano. Con la morte di padre Nougi è arrivato a 9 il numero di sacerdoti uccisi in Africa in questo 2018, un numero esorbitante se si pensa che in totale sono 21 i sacerdoti vittime di assassinio in questa prima parte dell’anno.

Padre Nougi ucciso mentre andava a trovare la famiglia

Al momento le circostanze che hanno condotto alla morte di padre Nuogi sono incerte. Secondo ciò che è trapelato da ‘Camerun web‘ ed altri siti d’informazione locale, questo era andato a trovare la famiglia tra Buea e Muyuka, ma sulla morte del religioso ci sono due versioni differenti: una in cui viene affermato che il sacerdote è stato vittima casuale di uno scontro a fuoco tra l’esercito regolare camerunese e quello separatista anglofono e che sia stato colpito, dunque, da un proiettile vacante, l’altra secondo cui i separatisti anglofoni lo avrebbero colpito di proposito dopo averlo visto uscire dalla macchina.

Volontaria o meno che fosse, quella di padre Nougi è stata la seconda uccisione nel giro di 14 giorni: 2 settimane fa, infatti, un sacerdote originario del Ghana è stato ucciso dai militari camerunesi a Botibo nella parte nord del paese. Una situazione che accende l’ennesimo campanello d’allarme per i religiosi ed i fedeli cristiani residenti in Africa, troppo spesso vittime di ritorsioni di origine religiosa. Molto grave, infatti è la situazione dei cristiani nella vicina Nigeria: qui le famiglie cristiane sono prese di mira dalle tribù nomadi dei fulani che, con la scusa del contrasto religioso, fanno giustizia sommaria delle famiglie contadine locali per accaparrarsi i loro terreni.

Luca Scapatello