Alla scoperta della potenza del Rosario con l’aiuto dei Santi – 6 ottobre

Ottobre è dedicato al Santo Rosario che la Madonna ci raccomanda in tutte le sue apparizioni. Scopriamo in che senso Papa Paolo VI, Santo particolarmente devoto a questa preghiera, dicava che “ci mette quasi a dialogo con la Madonna”.

La preghiera del Rosario ha una sua storia particolare, nella quale si dispiega tutto l’amore che da sempre ha suscitato, proprio perché così tanto ci avvicina a Dio tramite Maria.

Madonna Rosario
photo web source

Inizialmente, la parola “Rosario” deriva da un’usanza medioevale di adornare statue della Madonna con delle rose, i fiori associati alla Madre di Dio.

Le rose simboleggiano le preghiere dei suoi fedeli, che vengono rappresentate con una collana di grani. Dal 1200 in poi questa preghiera prenderà quindi il nome di Rosario, che significa letteralmente “corona di rose”.

L’origine del Rosario

Siamo monasteri del tardo Medioevo, e prima della preghiera come la conosciamo oggi, vige l’usanza di recitare i 150 salmi di Davide. Questa pratica prende via via forme diverse, sostituita prima con la recita di altrettanti Padre nostro, poi con l’aggiunta del Saluto dell’Angelo a Maria e lo sviluppo dei misteri, per arrivare intorno al 1500 alla forma che conosciamo.

In tutto questo svolgersi nascono quindi l’Ave Maria e il Rosario, preghiera amatissima dei cristiani e potente rifugio sotto la protezione di Maria Santissima.

La sua devozione si diffonde in particolare grazie a san Domenico di Guzman il quale riceve nel 1214 un’apparizione della Madonna che gli consegna una coroncina come aiuto dei cristiani contro le eresie.

La festa della Madonna del Rosario, istituita da Papa Gregorio XIII è il 7 di ottobre perché in quel giorno, nel 1571, viene sventato un pericoloso attacco turco-ottomano. In questa importante vittoria si è vista l’intercessione della Vergine Maria, invocata con questa celeste preghiera.

LEGGI ANCHE: I grandi Santi che hanno fatto del Rosario la loro arma vincente

Il pensiero di San Paolo VI sul Rosario

“Meditando i misteri del santo Rosario, noi impareremo, su l’esempio di Maria, a diventare anime di pace, attraverso il contatto amoroso e incessante con Gesù e coi misteri della sua vita redentrice”.

“Il Rosario è preghiera eccellente, nei riguardi della quale però il fedele deve sentirsi serenamente libero, sollecitato a recitarlo, in composta tranquillità, dalla sua intrinseca bellezza“.

“Il Rosario è un’educazione alla pietà religiosa, più semplice e più popolare e al tempo stesso più seria e più autentica”.

“Il Rosario è una eredità santa, a cui il popolo cristiano non ha mai cessato di attingere forza e coraggio”.

“Il Rosario è una devozione che, attraverso la Madonna, ci porta a Cristo. È Gesù Cristo il termine di questa lunga e ripetuta invocazione a Maria”.

“Il Rosario per il suo carattere popolare, per il suo spirito cristocentrico, può rianimare la fede e la pietà negli ambienti più diversi”.

“Il Rosario, per chi vi ha confidenza, mette quasi a dialogo con la Madonna; mette al passo con lei”.

“Il Rosario diventa un verace alimento della fede“.

“Il Rosario è una forma di preghiera giustamente cara alla pietà cattolica, e che nulla ha perduto della sua attualità nelle difficoltà dell’ora presente”.

Recitando i singoli Misteri, è tutto il Vangelo che rivive; è la storia meravigliosa del genere umano redento e salvato”.

“Il Rosario insegna a unire l’orazione con le azioni comuni della giornata, santifica le amicizie e le occupazioni“.

Una “scala” che va incontro a Gesù

“È una scala il Rosario: e voi la salite insieme, adagio adagio andando in su, incontro alla Madonna, che vuole dire incontro a Gesù“.

“Il Rosario è preghiera semplice e profonda, che ci educa a fare di Cristo il principio e il termine non solo della devozione mariana, ma di tutta la nostra vita spirituale”.

“Il Rosario segue un filo, segue un disegno, segue una linea; ha una forma distinta, ha uno scopo determinato, ha soprattutto uno spirito di vera pietà che la sostiene, e la anima. È una preghiera saggia e viva“.

Il Rosario ci fissa in Cristo, nei quadri della sua vita e della sua teologia, non solo con Maria, ma altresì, per quanto a noi è possibile, come Maria”.

“Noi dobbiamo essere amici del Rosario. Per modellare la vita vissuta sugli esempi umanissimi e sublimi di Maria”.

Noi dobbiamo essere amici del Rosario. Per implorare l’assistenza celeste tanto nelle nostre quotidiane e particolari necessità, come nei grandi bisogni del dramma storico, in cui siamo coinvolti.

Noi dobbiamo essere amici del Rosario. Per venerare la Madonna e per essere così noi stessi collocati nella prospettiva migliore alla professione del nostro autentico sentimento religioso in spirito e verità”.

“Per sua natura la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano, nell’orante la meditazione dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il Cuore di colei che al Signore fu più vicina”.

Una preghiera evangelica

“Preghiamo perché la nostra devozione a Maria sia quale dev’essere: una via verso Cristo”.

“Preghiera evangelica è il Rosario, come oggi forse più che nel passato amano definirlo i pastori e gli studiosi”.

“Preghiera evangelica, incentrata nel mistero dell’Incarnazione redentrice, il Rosario è preghiera di orientamento nettamente cristologico”.

“Abbiamo bisogno che la Madonna ci aiuti. Un tormentato e famoso scrittore spiritualista e realista, Charles Péguy, paragonava i Pater e le Ave del Rosario a dei vascelli naviganti vittoriosamente verso il Padre. Dobbiamo tentare anche questa mistica impresa”.

Almeno una decina del santo Rosario al giorno

“Ricorriamo a Maria per arrivare a Gesù”

Fortunata la nostra esistenza se si intreccia a questo serto di rose, a questa ghirlanda di lodi a Maria, e ai misteri del Suo divin Figlio.

“La luce e l’amore suscitati dalla meditazione dei misteri del Rosario ci permettono di meglio partecipare alla missione della Chiesa“.

“Voi avete compreso che una giornata senza preghiera è come il cielo senza sole, il giardino senza fiori. Perciò vi siete preso l’impegno di recitare ogni giorno una decina almeno del santo Rosario“.

“Il rosario è preghiera eccellente; nei confronti della quale, però, il fedele deve sentirsi serenamente libero, sollecitato a recitarlo, in composta tranquillità, dalla sua intrinseca bellezza”.

San Paolo VI
photo web source

LEGGI ANCHE: Santo Rosario: i doni promessi dalla Madonna per chi lo recita

Preghiera alla Madonna del Rosario

O Vergine e Regina del Santo Rosario, tu che sei la figlia del Padre celeste, la Madre del Figlio divino, la Sposa dello Spirito Santo; tu che tutto puoi presso la Santissima Trinità, devi impetrarmi questa grazia tanto a me necessaria, purché non sia di ostacolo alla mia salvezza eterna (Si domanda la grazia che si vuole ottenere).

Te la domando per la tua Immacolata Concezione, per la tua divina maternità, per i tuoi gaudi, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi.

Te la domando per il cuore del tuo amoroso Gesù, per quei nove mesi che lo portasti nel seno, per gli stenti della sua vita, per l’acerba sua Passione, per la sua morte in croce, per il Nome suo santissimo, per il suo Preziosissimo Sangue.

Te la domando, infine, per il Cuore tuo dolcissimo, nel nome tuo glorioso, o Maria, che sei stella del mare, Signora potente, Mare di dolore, porta del Paradiso e Madre di ogni grazia. In te confido, da te tutto spero, tu mi devi salvare.

Salve Regina.

Amen.

Gestione cookie