Il vostro posto è nella vostra parrocchia , non abbandonatele

 

 

In tempi bui come questi è troppo facile additare gli altri per le mancanze della propria comunità religiosa e della propria parrocchia, per questo è bene ricordare ad ogni fedele che della comunità in se fa parte anche lui, anzi che se qualcosa non va l’ultima cosa da fare è denunciarne i difetti senza porsi come soluzione ad essi, questo atteggiamento comporta una mancanza di amore nei confronti di quella che dovrebbe essere la casa di Dio e che, in quanto tale, dovrebbe essere anche la sua.

 

In questo senso abbiamo trovato molto significative le parole pubblicate sul blog ‘Pasantagostino’ sotto il titolo “Ama la tua parrocchia”. Il post comincia con queste parole: “Collabora, prega e soffri per la tua parrocchia, perché devi considerarla come una madre a cui la Provvidenza ti ha affidato: chiedi a Dio che sia casa di famiglia fraterna e accogliente, casa aperta a tutti e al servizio di tutti. Da’ il tuo contributo di azione perché questo si realizzi in pienezza. Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia vera comunità di fede”.

 

L’incitazione ad essere un membro attivo, una parte pulsante della parrocchia sono solo l’inizio di un’attività complessa e continua che si svolge nel quotidiano. Ogni parrocchiano deve far si che all’interno della propria comunità ci sia al centro l’Eucaristia, che questa diventi “Radice viva del suo edificarsi”. Per fare questo il primo passo è prendere l’eucaristia ogni giorno ovviamente, farlo con gioia, poi, affinché la comunità eucaristica cresca, è bene che vengano diffuse tutte le cose buone che si svolgono all’interno della Parrocchia e che, di conseguenza, vengano taciuti i difetti che devono invece essere corretti con il lavoro dall’interno.

 

Il buon parrocchiano deve inoltre vestirsi di umiltà, pregare con costanza, evitare di giudicare e laddove è possibile aiutare il proprio prossimo. In una comunità non c’è spazio per dittatori, non si impone il proprio volere, ma si coinvolge tutti in maniera eguale, e quando c’è un lavoro da fare che nessuno si vuole prendere in carico, non c’è cosa più giusta che prenderlo personalmente senza proferir parola, in questo modo il buon esempio verrà apprezzato e con il tempo seguito dai volenterosi.

 

Seguendo questo ragionamento se si pensa che la propria Parrocchia invece che amore e fratellanza suscita compassione, invece di accanirsi contro il Sacerdote per i suoi difetti, bisogna pensare a cosa si può fare per migliorarla, quindi è bene ricordare, come scritto sul blog sopracitato, che: “Se la tua parrocchia fa pietà la colpa è anche tua: basta un pugno di gente volenterosa a fare una rivoluzione, basta un gruppo di gente decisa a tutto a dare un volto nuovo ad una parrocchia. E prega incessantemente per la santità dei tuoi preti: sono i preti santi la ricchezza più straordinaria delle nostre parrocchie, sono i preti santi la salvezza dei nostri giovani”.