Confermato il fermo del 20enne somalo, voleva colpire il Vaticano?

Confermato il fermo del 20enne somalo
(Getty Images)

Il tribunale di Bari ha convalidato il fermo del 20enne somalo arrestato nei giorni scorsi a Bari per apologia del terrorismo e associazione con finalità di terrorismo.

Nei giorni successivi all’attentato di Strasburgo in cui un 29enne di origini nordafricane Cherif Chekatt ha sparato sulla folla presente al mercatino di natale della città francese (5 le vittime tra cui l’italiano Antonio Megalizzi), la polizia di Bari ha arrestato un 20enne somalo residente in Italia poiché sospettato di associazione con finalità di terrorismo. Nel corso di questi mesi la Digos aveva tenuto sotto controllo le attività internet e telefoniche del ragazzo, raccogliendo in questo modo diverso materiale di stampo jihadistico. L’arresto è stato portato a termine quando il giovane, il giorno successivo all’attentato in Francia, ha scaricato delle foto del Vaticano. Temendo che la sede della Chiesa Cattolica potesse essere un obiettivo del ragazzo è stato richiesto ed ottenuto un mandato d’arresto.

Vaticano, sospetto terrorismo: convalida del fermo

Sia nel corso del primo interrogatorio che durante l’udienza di convalida del fermo, il giovane somalo ha respinto le accuse di terrorismo avanzate dalle forze dell’ordine, grazie all’ausilio di un interprete. Ciò nonostante il Gip del tribunale pugliese, Maria Teresa Romita, ha ritenuto le prove ottenute dalla Digos sufficienti a convalidare il fermo per associazione con finalità di terrorismo e apologia del terrorismo. Secondo gli investigatori, infatti, Anas Khalil sarebbe in contatto con gli esponenti del Daesh in Somalia e con una cellula dell’Isis attiva nei nostri confini nazionali. L’obiettivo, dunque, è quello di convincere il 20enne a condividere delle informazioni utili a smembrare la cellula terroristica.

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Luca Scapatello