“Quando lo sposo verrà loro tolto, e allora digiuneranno”. Nel passo odierno del Vangelo Matteo racconta di quando il Messia spiega ai discepoli di Giovanni il perché i suoi non partecipavano al digiuno.
Trovandosi al cospetto del Cristo, infatti, i discepoli di Gesù non avevano bisogno di fare penitenze o digiuni, ma dopo la morte in croce arriverà quel tempo anche per loro.
I discepoli di Giovanni, ai quali il profeta aveva indicato Gesù come l’Agnello di Dio che toglie i peccati, sono interdetti. Nel periodo stabilito dalla legge per il digiuno, i discepoli di Cristo non l’osservano. Così si recano da Cristo in persona e gli chiedono spiegazioni. Lui risponde che nessun invitato ad un matrimonio digiuna, ma che verrà il tempo in cui, andato via lo sposo, il digiuno verrà osservato.
Dal Vangelo secondo Matteo (9, 14-15): “In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno»”.
Gli apostoli ed i primi discepoli di Cristo ebbero la fortuna di apprendere il nuovo insegnamento di persona. Giorno dopo giorno apprendevano da Figlio di Dio la nuova dottrina e quel periodo era di somma gioia. Gesù infatti era portatore della lieta novella, annunciava non solo che il Regno dei Cieli era vicino, ma che ogni essere umano avrebbe avuto la possibilità di redimersi agli occhi di Dio e diventarne parte.
Solo successivamente, quando avrebbero compreso quale grande sacrificio aveva dovuto sobbarcarsi il Messia, sarebbe giunto il momento di fare ammenda per i propri peccati dinnanzi a Dio. In questo periodo di Quaresima siamo invitati ad intensificare la preghiera, compiere digiuni e atti di carità. Questi atti, se compiuti con umiltà e in riservatezza, ci permettono di avvicinarci a Dio. Inoltre è bene riflettere a lungo sui peccati commessi, così da poter comprendere i nostri errori e rimetterli a Dio.
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Luca Scapatello
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