Il Vangelo di oggi ci dice: “Ecco. Il seminatore uscì a seminare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:30

“Ecco. Il seminatore uscì a seminare”. Nel passo odierno del Vangelo, Marco ci racconta di quella volta in cui dinnanzi ad una folla sterminata Gesù utilizzò la parabola del seminatore.

Il Vangelo di oggi ci dice

Sebbene la parola, il seme, fosse ugualmente buono, ci sono al mondo persone che, come il terreno in cui cade il seme, sono più o meno fertili all’ascolto.

In quei giorni Gesù era tornato a predicare dalle parti del mare. Quando la voce della sua presenza si diffuse accorsero in molti, desiderosi di ascoltare il nuovo insegnamento o di vederlo all’opera con qualche prodigio. Agli astanti Gesù parlo per mezzo di parabole, una delle quali in particolare aveva un significato pregnante. Questa infatti faceva intendere che nella moltitudine di persone giunte ad ascoltarlo, quelle sue parole avrebbero avuto effetti molto differenti. Per farlo capire usa l’esempio del seminatore e dei terreni.

Il passo odierno

Il Vangelo secondo Marco (4,1-20): “In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò.

Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».

La spiegazione della parabola

E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Cosa ci dice il Vangelo di oggi?

Il passo odierno ci svela come Gesù fosse portatore della verità, quella verità a cui solo alcuni avrebbero avuto modo di aderire. Sebbene fossero giunti in molti, chi di loro era davvero con l’animo pronto per accettare quell’insegnamento? Gesù esorta i presenti ad un esame di coscienza, li paragona a varie tipologie di terreno, alcune delle quali sono inadatte a far germogliare un seme. C’è chi accoglie la parola con entusiasmo, ma al suo interno non ha una fede profonda e basta poco affinché gli venga portata via. C’è poi chi comprende e accetta la fede, ma è distolto da quello che capita nel quotidiano finendo per soffocarla. Infine c’è chi ha una fede salda e riesce a metterla a frutto. Chiediamoci dunque quale sia la nostra disposizione d’animo e se in noi può germogliare la fede autentica.

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Luca Scapatello

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