Nel Vangelo di oggi, 28 settembre 2024, Gesù fa una rivelazione importante ai discepoli, che però non la comprendono a pieno.
Spesso non riusciamo a comprendere a pieno le parole di Gesù, ed è per questo che quando ascoltiamo o leggiamo il Vangelo, dobbiamo connetterci con Lui nel profondo, per riuscire a captare a pieno la profondità e la verità che si cela dietro le sue parole. La stessa cosa accade ai discepoli in questo passo del Vangelo di Luca.
Sabato della 25.ma settimana del tempo ordinario
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.
Parola del Signore.
Lode a Te o Cristo.
Avevano paura della croce. Lo stesso Pietro, dopo quella confessione solenne nella regione di Cesarea di Filippo, quando Gesù un’altra volta dice questo, rimprovera il Signore, gli dice: “No, mai, Signore! Questo no!” Aveva paura della croce. Ma non solo i discepoli, non solo Pietro, lo stesso Gesù aveva paura della croce. Lui non poteva ingannarsi, Lui sapeva. E tanta era la sua paura che quella sera del giovedì ha sudato sangue. Tanta era la paura di Gesù che ha detto quasi le stesse parole di Pietro. Quasi.
«Padre allontana da me questo calice»; ma ha aggiunto, «sia fatta la tua volontà». Questa è la differenza. (…) Dobbiamo chiedere la grazia di non fuggire dalla croce quando verrà. Con paura, è vero, ci fa paura. (…) Vicinissima a Gesù in croce è sua madre, la sua mamma. Noi la preghiamo e sarà bene chiederle che ci faccia la grazia non di togliere il timore – è naturale aver paura della croce – ma di non spaventarci e fuggire dalla croce. Lei era lì e sa come si deve stare vicino alla croce. (Omelia da Santa Marta, 28 settembre 2013)
fonte:vaticannews.va.it
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