Vangelo del 25 maggio 2026: «Ecco tua madre!»

Attraverso il commento al Vangelo di Don Luigi Maria Epicoco, scopriamo la bellezza del testamento di Gesù che, dall’alto della Croce, affida l’umanità intera alle cure materne di Maria.

Maria con Maddalena e con Giovanni
Vangelo 25 maggio 2026-lalucedimaria.it

Sostare sotto la Croce accanto a Maria è l’invito che la liturgia ci rivolge in questo giorno, portandoci nel cuore del mistero della Redenzione. Proprio nel momento del dolore estremo e del dono totale di sé, Gesù compie un atto di amore immenso verso i suoi discepoli di ogni tempo: ci dona Sua Madre come nostra Madre.

Come sottolinea efficacemente Don Luigi Maria Epicoco nel suo commento, Maria non è solo una figura del passato, ma una presenza viva e costante che abita le nostre ore più buie. Accogliendo il testamento di Cristo, impariamo che non esiste solitudine o sofferenza che non sia già contenuta nell’abbraccio della Vergine. Lasciamoci guidare dalla Parola per riscoprire il volto materno della Chiesa e la nostra vocazione di figli amati.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19,25-34)

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Commento di Don Luigi Maria Epicoco

“In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé”. Non c’è molto da aggiungere alla scena raccontata dal vangelo di Giovanni.

Don Luigi Maria Epicoco
Don Luigi Maria Epicoco-lalucedimaria.it

È lo stesso Giovanni presente in quella scena. È lui l’esecutore testamentario di Cristo, colui che ha la fortuna di disporre dell’unico vero tesoro che Cristo abbia mai avuto nella Sua vita terrena: Maria Sua Madre. Dalle mani di Giovanni in poi, di mano in mano, questa Madre ha attraversato tutta la storia e tutta la Chiesa. Ovunque c’è un discepolo, lì c’è anche la Madre, perché è volontà di Cristo che Sua Madre ci faccia da madre. E una madre sa esserlo soprattutto nell’ora della prova e nell’ora del buio.

Si comprende allora come mai nella preghiera dell’Ave Maria noi fin da bambini ripetiamo: “prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”. È il nostro modo di ricordarci che tutto quello che viviamo qui è contenuto, per volontà di Gesù stesso, nell’abbraccio della Madre. La Chiesa stessa quando pensa a chi dovrebbe assomigliare non può fare a meno di pensare a questa donna. La sua capacità di accogliere, esserci, aver cura è ciò che la Chiesa dovrebbe sempre essere in ogni luogo e in ogni tempo. Ma la Chiesa non è qualcosa di astratto. La Chiesa siamo noi, ogni singolo battezzato. Abbiamo tutti la vocazione di vivere come Maria.

Ella è il cristianesimo che ci viene chiesto di vivere. Ella la discepola per antonomasia. Maria è sempre tutta la relativa a Cristo. Il suo centro focale è Cristo. La sua vita ruota attorno a Lui. Ci si può salvare senza Maria? Io risponderei con un’altra domanda: Si può vivere senza una madre? Si, si può; ma quanto è difficile. Ma ricorda che se sei in Croce, lì sotto c’è certamente Lei. Maria è ciò che Dio ha scelto per non lasciarti solo.