Vangelo del 6 settembre 2026: Gesù indica come comportarsi nella correzione fraterna

Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco affronta uno degli aspetti più delicati delle nostre relazioni: cosa fare quando qualcuno ci ferisce o sbaglia. Il Vangelo propone una strada fatta di gradualità, verità e amore.

Gesù in mezzo ai bimbi
vangelo 6 settembre 2026-lalucedimaria.it

Davanti a chi sbaglia possiamo tacere oppure ferire con le parole. Gesù indica una terza via: affrontare l’altro con gradualità e amore, perché correggere significa innanzitutto tentare di salvare una relazione.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Commento di don Luigi Maria Epicoco

C’è una faccenda che per troppo tempo abbiamo vissuto male: la correzione fraterna. Infatti le due forme estreme con cui viviamo i dissidi relazionali sono entrambe negative e deleterie: o ci ignoriamo cordialmente, o usiamo le parole come coltelli.

Don Luigi Maria Epicoco
Don Luigi Maria Epicoco-lalucedimaria.it

Il Vangelo di oggi sembra tracciare un piccolo vademecum su come vanno gestiti certi momenti di crisi: «Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano».

LEGGI ANCHE: Preghiera del mattino 6 settembre: inizia il giorno sotto la protezione di Dio

La parola d’ordine sembra “gradualità”. Senza questa mediazione graduale ciò che potrebbe arrivare all’altro è solo il giudizio, e quando una persona si sente giudicata si chiude sulla difensiva senza più possibilità di confronto. Dovremmo sempre domandarci se la nostra correzione fraterna è un processo o una manifestazione di amore.

Certe volte partiamo con delle buone intenzioni ma finiamo per usare gli strumenti sbagliati. Eppure è talmente potente la comunione e il legame che abbiamo con il fratello, che a partire proprio da esso possiamo smuovere i cieli: «In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

La comunione fraterna

Ecco un segreto che molto spesso dimentichiamo: quando siamo in comunione gli uni con gli altri, la nostra preghiera può tutto. E ce lo ricorda anche un canto popolare cantato in ogni dove: carità vera, lì c’è Dio». Delle volte pensiamo che i cieli siano lontanissimi da noi, eppure ci sono delle persone che si amano, facendo la fatica dell’amore, lì misteriosamente è presente il Signore. Ecco perché la comunione fraterna non è un optional nella fede cristiana.

LEGGI ANCHE: Oggi 6 settembre, San Zaccaria profeta: colui che annunciò il Re di pace