Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco riflette sul confronto tra Gesù e i farisei, ricordando che Dio guarda il cuore dell’uomo e che la vera fede nasce dalla sostanza.

Gesù insegna che la vera purezza nasce dal cuore, non dalle apparenze. La fede vera si riconosce dall’amore e dalle scelte concrete, non dal solo rispetto delle regole.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,1-2.10-14
In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».
Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?».
Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Commento di don Luigi Maria Epicoco
La diatriba raccontata nel Vangelo di oggi contrappone alcuni scribi e farisei all’insegnamento di Gesù: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!».

La contestazione è chiara: i discepoli di Gesù trasgrediscono le regole e la forma. La convinzione di fondo è che una persona è giusta solo se sta dentro lo schema, e se rimane in quello schema allora può avere sempre il patentino del migliore. È un po’ come se un cristiano solo perché non trasgredisce il precetto domenicale e segue una serie di altre regole è automaticamente santo, quando invece può accadere che si può andare a messa tutte le domeniche e avere comportamenti iniqui nei confronti delle persone che ci sono accanto. Cosa vale di più davanti al Signore: la trasgressione della forma o il tradimento della sostanza?
Gesù risponde in questo modo: «Ascoltate e intendete! Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!».
Capovolge così il principio di fondo: è la sostanza che rende la forma buona, e non la forma che rende buona la sostanza. In pratica è come se dicesse a un qualunque cristiano: è il tuo sforzo di amare che rende la tua osservanza ai precetti utile e non il contrario. Infatti a cosa servirebbero i sacramenti senza la fatica di vivere di conseguenza al Vangelo e a quella grazia ricevuta?
Prendere la comunione e rimanere uguali è voler usare l’eucarestia come un amuleto, un gesto magico, mentre essa è solo il più grande e valido motivo per non vivere più come prima, Dobbiamo quindi sradicare completamente questa mentalità perversa di intendere le cose.
«Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: “Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?” Ed egli rispose: «Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».







