Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco riflette sulla parabola della zizzania: bene e male coesistono, ma solo l’amore e la misericordia possono vincere davvero il male.

Gesù insegna che bene e male crescono insieme, ma solo fino al tempo del giudizio. II Signore esorta a essere pazienti, misericordiosi e fiduciosi, perché solo il bene può vincere definitivamente il male.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,24-43
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo.
Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli.
Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco
“Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò”. Penso che Gesù ci racconti questa parabola per farci far pace con l’idea che il bene e il male nella vita sono sempre mescolati.

Non è sempre colpa mia o tua, delle volte è opera del “nemico”, ma di certo non c’è un pezzo di questa nostra esistenza che non abbia in sé un potenziale di bene e un potenziale di male. Questa lettura però non serve solo a ricordarci che il male è sempre in agguato anche nelle cose buone, ma serve a darci anche la speranza che c’è sempre del bene nascosto in tutto, anche in ciò che noi consideriamo male.
“E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”. La precisazione che Gesù aggiunge ci ricorda che è del tutto inutile pensare di poter giocare a fare i puri.
Solitamente chi si mette dalla parte dei “puri” prima o poi fa la triste esperienza di accorgersi che non è migliore degli altri. Questa cosa non deve però farci rassegnare alla zizzania ma riscoprire forse uno sguardo di misericordia. Infatti la misericordia ci fa guardare con realismo a noi stessi, senza giudizio, ma con profonda consapevolezza. E proprio a partire da ciò, riempie tutto di profondo amore.
Solo l’amore estirpa il male. Togliere il male con la violenza provoca solo altro male. San Paolo lo esprime con parole chiarissime: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12,21). E il bene delle volte deve saper pazientare, deve saper portare anche il peso di ciò che non va senza lasciare che ciò che non va rovini anche il bene.







