Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco parte dalle parole pronunciate da Gesù sulla Croce per spiegare un dono sorprendente: proprio nell’ora più buia, Cristo sceglie di non lasciarci soli.

Sulla Croce Gesù affida Maria a Giovanni e Giovanni a Maria. Epicoco spiega che quel gesto riguarda ogni discepolo: nell’ora della prova Cristo ci dona una Madre perché non restiamo soli.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 19,25-27
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Commento al Vangelo di Don Luigi Maria Epicoco
“In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé”. Non c’è molto da aggiungere alla scena raccontata dal vangelo di Giovanni. È lo stesso Giovanni presente in quella scena.

È lui l’esecutore testamentario di Cristo, colui che ha la fortuna di disporre dell’unico vero tesoro che Cristo abbia mai avuto nella Sua vita terrena: Maria Sua Madre. Dalle mani di Giovanni in poi, di mano in mano, questa Madre ha attraversato tutta la storia e tutta la Chiesa.
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Ovunque c’è un discepolo, lì c’è anche la Madre, perché è volontà di Cristo che Sua Madre ci faccia da madre. E una madre sa esserlo soprattutto nell’ora della prova e nell’ora del buio. Si comprende allora come mai nella preghiera dell’Ave Maria noi fin da bambini ripetiamo: “prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”. È il nostro modo di ricordarci che tutto quello che viviamo qui è contenuto, per volontà di Gesù stesso, nell’abbraccio della Madre.
La Chiesa stessa quando pensa a chi dovrebbe assomigliare non può fare a meno di pensare a questa donna. La sua capacità di accogliere, esserci, aver cura è ciò che la Chiesa dovrebbe sempre essere in ogni luogo e in ogni tempo. Ma la Chiesa non è qualcosa di astratto. La Chiesa siamo noi, ogni singolo battezzato. Abbiamo tutti la vocazione di vivere come Maria. Ella è il cristianesimo che ci viene chiesto di vivere. Ella la discepola per antonomasia.
Maria è sempre tutta la relativa a Cristo. Il suo centro focale è Cristo. La sua vita ruota attorno a Lui. Ci si può salvare senza Maria? Io risponderei con un’altra domanda: Si può vivere senza una madre? Si, si può; ma quanto è difficile. Ma ricorda che se sei in Croce, lì sotto c’è certamente Lei. Maria è ciò che Dio ha scelto per non lasciarti solo.
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