Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco affronta una delle nostre resistenze più profonde: la difficoltà ad accettare coloro che hanno il coraggio di dirci una verità scomoda.

Gesù denuncia chi perseguita coloro che annunciano la verità. Don Luigi Maria Epicoco ricorda che mettere a tacere chi ci dice verità che non vogliamo sentire non porta pace, ma impedisce di riconoscere i propri errori e cambiare.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,47-54
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
Commento di don Luigi Maria Epicoco
Le persone le prendiamo in considerazione solo quando non possono più nuocere alla nostra pace apparente, quando non possono più provocare la nostra coscienza, quando non possono più essere decisive per noi. Così le onoriamo con una nobile memoria e le rendiamo però inefficaci per il presente della nostra vita.

E soprattutto esistono tanti modi per far fuori le persone che hanno il coraggio di prendere davvero sul serio la nostra vita e ci dicono la verità. Di questo sangue, dice Gesù, dobbiamo renderne conto…anche se il sangue è solo morale, simbolico, latente. “Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi.
Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri. Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno; perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo, dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione”.
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Il vero senso del credere
Credere significa accettare che la verità è sempre una cosa scomoda, ma che soltanto confrontandoci con essa e con chi ce la dice possiamo diventare noi stessi. Farla fuori (e con essa chi la racconta) non ci porterà alla pace e alla felicità ma solo ad un compromesso che è già una sconfitta a tavolino. Chi uccide il grillo parlante fa sempre la fine di Pinocchio.
Ma c’è sempre speranza: basta ammetterlo. Ma è difficile rinunciare alla propria superbia e assumere un atteggiamento umile, cioè realistico: “Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca”. Meglio uccidere che cambiare. Meglio mettersi sulla difensiva che invece abbassare le armi e cominciare un cambiamento radicale.
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