Vangelo del 12 settembre 2026: come capire se stiamo davvero facendo il bene

Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco parte dall’immagine dell’albero e dei suoi frutti per spiegare un criterio concreto di discernimento: ciò che viene da Dio lascia nel cuore frutti riconoscibili.

Gesù con i discepoli
Vangelo 12 settembre 2026-lalucedimaria.it

Come distinguere il bene dal male? Gesù invita a guardare i frutti. Epicoco spiega che gioia, pace, benevolenza, libertà e dominio di sé rivelano ciò che una scelta produce davvero.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,43-49

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

Commento di don Luigi Maria Epicoco

È sempre molto difficile capire ciò che è bene e ciò che è male. Gesù nel Vangelo di oggi cerca di aiutarci nel capire come fare ad accorgerci della differenza:“Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore”.

Don Luigi Maria Epicoco
Don Luigi Maria Epicoco -lalucedimaria.it

 

frutti aiutano a far capire la qualità di un albero, e le parole di una persona aiutano a capire ciò che si porta davvero nel cuore. Più chiaro di così si muore. Ma dobbiamo, però, constatare che c’è un grande fraintendimento quando si parla dei frutti. Essi sono la ricaduta interiore di ciò che scegliamo.

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Ecco perché San Paolo si preoccupa di elencarne un congruo numero per riconoscerli: gioia, pace, benevolenza, mitezza, dominio di sé. Se tu vuoi capire se una cosa è buona o meno devi riflettere su che eco interiore essa produce.

Se lascia un retrogusto di gioia, di pace, di benevolenza, di libertà allora è una cosa che viene da Dio anche se per realizzarsi lo farà attraverso delle circostanze apparentemente difficili. Un adagio popolare dice che non esiste rosa senza spine, ma se il nostro sguardo si ferma alle spine non godremo nulla della rosa.

Poi prosegue Gesù:“Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?”. Effettivamente molto spesso con la stessa intensità con cui desideriamo che Egli entri nella nostra vita poi non mettiamo in pratica ciò che ci dice. Se tu hai compreso che una cosa è buona ma poi non la metti in pratica, a caso ti è servito quel discernimento?

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