Utilizzano le chiese cristiane come camere di tortura.

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I soldi per ristrutturare chiese e cappelle, si fa fatica a trovarli. Ma per la moschea d’Auch, devastata da un incendio, ci sono: la Diocesi del posto ha infatti dato un consistente contributo per la ricostruzione, ben 5.000 euro, spiegando: «La carità non conosce frontiere», come ha scritto il Vicario Generale, mons. Christian Delarbre, sul bollettino ufficiale «Église qui Vit». Che ha pubblicato anche tutti i dati ed i recapiti dell’«Associazione Cultuale dei Musulmani di Gers» per un’inedita azione di fundraising.

«Non v’è di che stupirsi del costante calo delle offerte per il mantenimento del clero…», ha commentato in merito il blog Le Salon Beige. Specie a fronte dei dati diffusi dall’organizzazione umanitaria Cfi-Christian Freedom International: ogni cinque minuti un cristiano muore martire nel mondo. Senza dimenticare le torture e le amputazioni, cui vengono sottoposti quanto si rifiutino di rinunciare alla propria fede e di convertirsi all’islam: oggi sarebbero oltre 200 milioni i fedeli in queste condizioni e l’emergenza riguarderebbe almeno 105 Paesi.

Secondo il Cfi, ci sarebbero stati più cristiani perseguitati nel corso del XX e del XXI secolo che nei diciannove secoli precedenti. Spiega Jim Jacobson, presidente di tale organizzazione: «In Iraq, i militanti dell’Isis utilizzano le chiese cristiane come camere di tortura: qui o islam o morte». Altri mezzi d’intimidazione e di pressione sono la distruzione e le profanazioni dei luoghi di culto. Le antiche reliquie vengono razziate, per esser rivendute poi a collezionisti occidentali. Il denaro raccolto viene utilizzato per finanziare nuove attività terroristiche. E’ questa la realtà di cui molti, spesso si dimenticano…

http://www.nocristianofobia.org/ogni-5-minuti-muore-un-cristiano-ma-si-dan-soldi-alle-moschee/