Una storia straordinaria la conversione di San Paolo.

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San Paolo, che ci raduna oggi, ha illuminato la terra. Nell’ora della sua chiamata è stato accecato ; eppure questa cecità ha fatto di lui una fiaccola per il mondo. Vedeva chiaro per fare il male ; nella sua sapienza, Dio lo ha accecato per poi rischiararlo per il bene. Dio non gli ha semplicemente manifestato la sua potenza ; gli ha anche rivelato il cuore della fede che avrebbe dovuto predicare. Occorreva cacciare lontano da lui tutti i suoi pregiudizi, chiudere gli occhi e abbandonare le false luci della ragione per scorgere la retta dottrina, « farsi stolto per diventare sapiente », come egli dirà più tardi (1 Cor 3,18)… Nessuno creda tuttavia che questa vocazione gli fosse stata imposta ; Paolo era libero di scegliere…

Ardente, impetuoso, Paolo aveva bisogno di un freno energico per non disprezzare, travolto dalla foga, la voce di Dio. Dio quindi ha prima represso tale impeto ; mentre lo colpisce di cecità, placa la sua ira ; poi gli parla. Gli fa conoscere la sua sapienza ineffabile, perché riconosca colui che prima combatteva e capisca che non può più resistere alla sua grazia. Non è la mancanza di luce che lo ha accecato, bensì la sovrabbondanza di luce.

Dio ha scelto proprio il momento ; Paolo è il primo a riconoscerlo : « Quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio » (Gal 1, 15)…Impariamo dunque per bocca stessa di Paolo che nessuno ha mai trovato Cristo per mezzo del proprio spirito. È Cristo ad essersi rivelato e fatto conoscere. Così dice il Salvatore : « Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi » (Gv 15,16).

La storia di Paolo è molto simile alla nostra, ci sentiamo padroni del nostro destino, della propria  vita, e quando ormai era sull’orlo dell’abisso, Gli appare Gesù, l’amato del suo cuore, che aveva cercato senza incontrare; ora era Lui ad averlo trovato, fermato, perdonato, amato. Gesù, vivo in tutti quelli che Saulo stava per consegnare alla morte; Gesù e quel suo “perchè?” che gli spalanca tutta la sua vita e la illumina come un’unica, spesso disperata ricerca d’amore. Perchè mi perseguiti? Perchè dai calci contro il pungolo? Perchè vuoi uccidere l’amore che cerchi? E quello stesso perchè bussa alla nostra vita. Perchè corriamo per mettere in galera la moglie, il marito, il capoufficio, o la fidanzata? Perchè pretendiamo vita e ce la prendiamo incatenando chi ci è intorno, soddisfando i nostri desideri, esigendo comprensione, reclamando giustizia. Perchè? Perchè siamo ciechi e non abbiamo compreso che in tutto ed in tutti si nasconde il Messia, Colui che il nostro cuore desidera ardentemente. Per questo oggi appare di nuovo Cristo nella nostra vita, ci parla e il suo amore ci tramortisce, illuminando la storia e le persone di una luce sconosciuta. Perseguitando chi ci è vicino, perseguitiamo Lui, l’unica salvezza; rifiutando gli eventi e lottandoci contro, gettiamo fuori dalla nostra vita Cristo, l’unica fonte di gioia e pace.