Udienza Generale 1 aprile 2026, Papa Leone XIV: la missione dei laici è essere testimoni del Risorto

Papa Leone XIV e la missione dei laici: nel cuore della Settimana Santa, il Pontefice rilegge la Lumen Gentium chiamando ogni fedele a farsi testimone del Risorto.

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Papa Leone XIV all’Udienza Generale – lalcuedimaria.it

In una ventosa mattina della Settimana Santa, oggi 1 aprile, Mercoledì Santo, papa Leone XIV ha svolto la consueta Udienza Generale in piazza San Pietro.

Partendo da una breve lettura tratta dalla Lettera di San Paolo agli Efesini il pontefice ha approfondito la costituzione conciliare Lumen gentium, continuando il percorso intrapreso da qualche mese per conoscere meglio i documenti del Concilio Vaticano II.

Papa Leone XIV all’Udienza Generale: i laici e la loro missione come illustrata dal Concilio Vaticano II

Un questa catechesi il Santo Padre si è soffermato sul IV capitolo della Lumen gentium, che tratta dei laici, sottolineando che costituiscono “l’immensa maggioranza del popolo di Dio“, come diceva papa Francesco.

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Papa Leone XIV in piazza San Pietro – lalucedimaria.it

Spiega così la natura e la missione dei laici. La novità del Concilio è stata porre in evidenza il loro ruolo dopo secoli in cui questi era solo considerati come coloro che non fanno parte dei chierici e dei consacrati. Ha voluto, quindi, soffermarsi sulla “grandezza della condizione cristiana” che è in “un solo popolo di Dio, scelto da Lui, una sola fede, un solo Battesimo“.

Pertanto, con il Concilio ribadisce che “comune è la dignità” dei membri della Chiesa “per la loro rigenerazione in Cristo” e comune è anche la “grazia di adozione filiale“. Inoltre è comune anche “la vocazione alla perfezione“, perché non c’è che “una sola salvezza, una sola speranza e una carità senza divisioni“.

L’uguaglianza di tutti i battezzati, testimoni del Risorto

Prima di qualsiasi differenza di ministero e di condizione di vita, come afferma il Concilio, c’è l’ugualianza di tutti i battezzati. Va di conseguenza che “più grande è il dono e più grande è l’impegno” richiesto.

Ma ogni fedele cristiano ha una missione, quella dei laici nella Chiesa e nel mondo. Il papa risponde, dunque, alla domanda su cosa consista questa missione. “Con il nome di laici si intendono tutti i fedeli che incorporati a Cristo con il Battesimo e costituiti popolo di Dio sono resi a loro modo partecipi della funzione sacerdotale e regale di Cristo“, è la citazione dal documento conciliare che fornisce la risposta.

Il popolo di Dio non è da vedere come una massa informe, ma come una “comunità organicamente strutturata in forza della relazione feconda tra le due forme di partecipazione al sacerdozio di Cristo: sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune“.

A quest’ultimo partecipano i laici battezzati, vivificati dallo Spirito Santo. Da qui la loro missione di essere testimoni del Risorto. Ricorda a questo proposito la costituzione apostolica Christi fidelis laici di san Giovanni Paolo II sulla natura, dignità, spiritualità, missionee responsabilità dei laici.

Consigli per vivere il Triduo pasquale

Il papa in dialogo con i fedeli delle varie nazionalità ha voluto esortare a vivere bene questi giorni che precedono la Pasqua fornendo delle indicazioni. Il pontefice auspica che i giorni della Settimana Santa siano occasione propizia per rafforzare la fede e l’adesione al Vangelo.

Ha invitato a vivere intensamente il Triduo pasquale per essere sempre più profondamente partecipi del mistero di Cristo. Questo per offrire al mondo una testimonianza coerente, perché siamo tutti discepoli missionari di Cristo.

In particolare, si augura che, adorando il Santissimo Sacramento in questi giorni, si rimanga fedeli a Cristo nell’ora del silenzio e della prova. E che, quando risuoneranno le campane pasquali la partecipazione sia una “professione di fede che lavori alla pace“.