Una storia davvero eccezionale di amore e di perdono, che ha sconvolto il mondo intero. La sorella della suora uccisa ci racconta come grazie alla misericordia di Dio sia riuscita a perdonare l’uccisore della sorella.
La misericordia di Dio ha agito anche su Samunder, che con il tempo ha maturato la consapevolezza del gesto compiuto e si è pentito. Oggi “vive a circa 30 km dal nostro convento”, conclude sister Selmy. “Tra di noi c’è una relazione spirituale. Egli viene spesso a farci visita, e ogni anno nel giorno dell’anniversario della morte di sister Rani rende omaggio sulla sua tomba e offre il grano del suo campo come simbolo di una vita rinnovata. Questo è il modo in cui egli proclama la misericordia di Dio”.
Sister Rani Maria è stata uccisa nel 1995 con 54 coltellate. L’assassino è Samunder Singh, un radicale indù fomentato dai capi villaggio, che volevano bloccare l’attività della suora a favore dei poveri tribali di Indore. Suor Selmy, la sorella, ha detto ad AsiaNews: “Il percorso che mi ha portato a perdonare Samunder non è stato facile, ma ora è mio fratello”. Invece “mia madre ha detto subito: ‘Bacerei le sue mani, perché su di esse c’è il sangue di mia figlia’”. Nel video: lo scambio del braccialetto indiano che celebra l’amore tra fratelli; il momento dell’incontro dei Samunder con la madre di sister Rani. (Tratto dal film-documentario “Il cuore dell’assassino”, per gentile concessione della regista Catherine McGilvray)http://www.asianews.it/notizie-it/Sis…
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