Il seguente triduo ci accompagna verso la celebrazione del 21 gennaio, memoria liturgica di Sant’Agnese, che ricevette la palma del martirio per la sua forte fede e il suo innato pudore.
Spesso, nell’iconografia cristiana, Sant’Agnese è raffigurata con in braccio un agnello, simbolo del candore e del sacrificio. Quest’antica raffigurazione ci porta alle circostanze del suo martirio. Sappiamo infatti che, a seguito di rifiuto di idolatrare le divinità pagane, la Santa fu condannata al rogo. Ma la mano di Dio intervenne e le fiamme si divisero sotto il suo corpo, senza lambirlo in alcun modo. A seguito di tale miracolo, Agnese fu trafitta da un colpo di spada alla gola, subendo dunque la stessa sorte dell’agnello immolato.
Quella delle reliquie della Santa è una storia assai articolata. Dopo il martirio, il suo corpo fu inumato nella galleria di un cimitero cristiano vicino alla Via Nomentana. Successivamente, sulla sua tomba, Costantina (figlia di Costantino I) fece erigere una piccola basilica in suo onore, come ringraziamento per la sua guarigione. Il cranio di Sant’Agnese fu posto dal IX secolo nella cappella papale del Laterano, per essere poi traslato nella nella chiesa di Sant’Agnese in Agone, luogo del martirio. Il resto del corpo riposa nella basilica di Sant’Agnese fuori le mura, in un’urna d’argento.
O Vergine forte, purissima Santa Agnese, per la carità ardente non offesa dalle fiamme della voluttà e del rogo con cui i nemici di Cristo cercavano di perderti, ottienici da Dio che si estingua in noi ogni fiamma non pura e arda soltanto il fuoco che Gesù Cristo venne ad accendere sopra la terra affinché, dopo aver vissuto con purezza, possiamo essere ammessi alla gloria che meritasti con la tua purezza e con il martirio.
Gloria al Padre
O ammirabile Sant’Agnese,
quale grande esultanza provasti quando alla tenerissima età di tredici anni,
condannata da Aspasio ad essere bruciata viva,
vedesti le fiamme dividersi intorno a te,lasciarti illesa ed avventarsi invece contro quelli che desideravano la tua morte!
Per la grande gioia spirituale con cui ricevesti il colpo estremo,
esortando tu stessa il carnefice a conficcarti nel petto
la spada che doveva compiere il tuo sacrificio,
ottieni a tutti noi la grazia di sostenere con edificante serenità tutte le persecuzioni
e le croci con cui il Signore volesse provarci
e di crescere sempre più nell’amore a Dio per suggellare con la morte dei giusti
una vita di mortificazione e sacrificio.
Amen.
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