Lo studio in questione è stato effettuato su di un campione di necrologi ed è stato suddiviso in due differenti fasi di analisi. Nella prima fase sono stati considerati i necrologi di 500 persone pubblicati tra il gennaio ed il febbraio del 2012. Nell’analisi gli studiosi hanno considerato non solo l’affiliazione religiosa ma anche lo stato civile, il sesso, le attività sociali e quelle di volontariato elencate nel necrologio. Considerata solo l’affiliazione religiosa i credenti avevano una media di vita superiore di 9,45 anni rispetto ai non credenti, media che è scesa a 6,48 quando sono stati inseriti tutti gli altri parametri.
La seconda fase di analisi è stata effettuata su un campione più grande di necrologi (1000) in un lasso temporale maggiore (tra il 2010 ed il 2011). Il risultato ha di fatto confermato i calcoli dell’analisi precedente mostrando un lieve ribasso nella media di anni vissuti in più dai credenti (5,64 anni) rispetto ai non credenti. L’aspettativa aumentava ancora (3,82 anni) per quelle persone che avevano contratto matrimonio. Chiaramente si tratta di dati esclusivamente indicativi, dato il campione esiguo analizzato, ma da un’idea di come una vita sana e morigerata aumenti le aspettative di vita dei credenti. Secondo gli studiosi anche praticare yoga o la meditazione può incrementare la durata della vita.
Luca Scapatello
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