Un tribunale ha ordinato la rimozione della bandiera Lgbt dalla facciata del Consiglio comunale di Cadice. Un bel segnale di verità in una cultura sempre più immersa nella menzogna.
La richiesta, accolta dal tribunale, è stata presentata dagli avvocati dell’associazione dei “Christian Lawyers” e dalla “Family Act”. In Andalusia infatti il turismo gay sta diventando sempre più alla base di una vera e propria mistificazione della realtà, con strutture che si dichiarano orgogliose di accogliere turisti Lgbt.
Classificando le persone in base all’orientamento sessuale, vittima di una cultura distorta e degradata che si appoggia sul pensiero unico e sull’omologazione dei sessi che il Signore ha donato a ciascuno di noi dalla nascita.
Il tribunale amministrativo-contenzioso numero 1 di Cadice ha così ammesso la bontà della richiesta fatta dalle associazioni cristiane e pro-family. Dando il benestare alle misure precauzionali richieste dagli avvocati cristiani.
Oltre a questo, il giudice ha anche assicurato, nel suo ordine, che “non ci sono dubbi sulla dottrina della Suprema Corte sulla questione”. La mistificazione della realtà era infatti più che evidente, e non si capisce per quale ragione una bandiera arcobaleno possa essere affissa a fianco di quelle degli Stati nazionali e delle istituzioni.
Si tratta della dimostrazione di come viviamo costantemente immersi in un contesto di menzogna e di oscuramento del buon senso. Parliamo di associazioni che si dicono “minoranze discriminate” ma che riescono a orientare leggi, parlamenti, piani di governi e di organizzazioni internazionali.
E che hanno il supporto morale ed economico di tutte le più grandi aziende multinazionali del mondo. Ma non c’è alcuna ragione per arrivare al punto di esporre una bandiera arcobaleno tra quelle di un palazzo comunale. Siamo dunque alla pura follia.
Soddisfazione per la sentenza del tribunale è stata perciò espressa da parte di Polonia Castellanos, presidente di Christian Lawyers. “La legge lo dice, la Corte Suprema lo ha detto, ora un altro tribunale. Quante altre sentenze ci vogliono perché alcuni si conformino alla legge?”, ha chiesto la donna.
“È un fatto storico che ci dà la libertà dall’indottrinamento pubblico. Non siamo contro feste e commemorazioni di vari gruppi, ma non in luoghi pubblici e con i nostri soldi”, ha poi spiegato Pedro Mejías, di AcTÚa Familia.
Giovanni Bernardi
fonte: informazionecattolica.it
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