Sopportare pazientemente le persone moleste

Le persone che incontriamo sono il nostro prossimo
Amare chi non ci ama

In una vita già duramente provata da vicende personali e disavventure lavorative, spesso si fa fatica a trovare la propria dimensione e una sorta di duratura serenità.
Risulta importante, per questo, circondarsi di persone che vogliano perseguire i nostri stessi intenti, per attingere forza, anche spirituale, l’uno dall’altro.

Ma -si sa- la gente avversa è ovunque presente, negli ambienti che frequentiamo, e, a loro, senza assumere atteggiamenti di giudizio o discriminatori, dovremmo riservare tutta la carità cristiana di cui siamo capaci, che si esprime nella comprensione e nell’esempio pratico, di come agisce, nella vita di ogni giorno, un seguace di Cristo.
Forti nella fede, però, stiamo attenti a non lasciarci contagiare da quegli atteggiamenti inappropriati, per non trasformarci in “guide cieche” e cadere in errori e mancanze peccaminose.

E’ importante, pertanto, saper riconosce le situazioni ingannevoli e ridimensionarne l’influenza (del tutto umana) sulla nostre convinzioni, altrimenti potremmo correre il rischio di caricare le nostre spalle di pesi inutili e inaridire il nostro cuore.
Le tipologie di persone, che potrebbero necessitare nella nostra correzione cristiana, sono tante e, per noi, indicano altrettanti tranelli in cui potremmo incappare.
Alcuni non riescono, ad esempio, ad assumersi la responsabilità dei propri errori e mancano di quell’umiltà necessaria per riconoscersi sempre bisognosi di imparare o di essere guidati da chi ci mostra la via della Verità.

Altre persone osservano il prossimo con una sorta di invidia (vizio capitale), per il loro modo di parlare, di agire, per ciò che hanno ottenuto in questa vita (sicuramente con tanta fatica e impegno) e finiscono per provare ostilità immotivata e radicata.
Qualcuno, invece, cerca di approfittare della buona fede di altri, di manipolare la loro disponibilità.

C’è chi ha paura di approfondire la propria spiritualità, di lottare perché ne possa parlare senza essere additato; c’è chi, addirittura, continua a parlare dei difetti altrui e mai si sofferma a correggere se stesso; c’è chi si affanna ad inculcarci dei dubbi, anche sulla nostra devozione e sulle scelte di vita dettate dalla fede in Dio; c’è anche chi non ha voglia di cercare la retta via e si adagia pigramente nella propria condizione, senza desiderare alcun riscatto dalla propria accidia.

L’elenco potrebbe continuare all’infinito, attingendo dalle conoscenze personali di ognuno.
Teniamo presente che questi atteggiamenti, a tratti, potrebbero anche appartenerci, ma, noi cristiani, sappiamo che stiamo vivendo il momento opportuno per rifletterci un po’ su: siamo, infatti, nel Tempo di Quaresima, che ci invoglia a combattere ogni tentazione, come fece Gesù nel deserto.

Antonella Sanicanti