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Coronavirus, ripartenza Serie A: il vero problema sono i tamponi

Coronavirus: anche il calcio sta riorganizzando la ripartenza. Ma per far ripartire la Serie A saranno necessari circa 1.400 tamponi.

Serie A (photo Gettyimges)

Il Coronavirus ha fermato praticamente tutti i settori della società italiana. Tra questi anche il calcio è ormai fermo da tempo e sta organizzando la ripartenza. In vista della ripresa degli allenamenti, come riporta Sport Mediaset, il protocollo dei medici FIGC, che ha il compito di stabilire le regole e le misure precauzionali, risulta fondamentale. In tal senso, i medici si sono espressi sulla ripresa dell’attività da parte degli sportivi e delle rispettive società. Ciò di cui si necessita è di circa 1.400 tamponi da effettuare sui calciatori e sullo staff delle rispettive squadre.

Serie A: il numero di tamponi necessari

Quello dei tamponi necessari per far ripartire l’attività sportiva della Serie A potrebbe risultare un problema, come riporta Sport Mediaset. Infatti, come leggiamo dalla fonte, i tamponi respiratori, ad oggi, scarseggiano anche per il personale sanitario che è in prima linea nella lotta al Covid-19. Dunque, una ripresa degli allenamenti, in una data così vicina come il 4 maggio, potrebbe risultare compromessa.

I test messi a punto

Secondo le fonti, la Protezione Civile validerà alcuni test sierologici a partire dal prossimo 29 aprile e i primi kit saranno a disposizione a partire dal 3 maggio. Ma questo non facilita la situazione per la ripartenza della serie A, dal momento che il numero di test necessari per le società è ben più elevato di quelli prodotti. Auspicare una ripartenza in tempi brevi è un’ipotesi quanto meno remota, ma si attendono aggiornamenti sul caso.

Ripartenza Serie A: parla Malagò

A confermare le notizie circa la mancanza di disponibilità di un numero così alto di tamponi per la Serie A è stato il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Al momento, sostiene Malagò, una situazione di disponibilità e di offerta di tamponi non c’è in Italia, “ma da qui a 15 giorni vedremo come sarà la situazione”. Intanto, gli atleti, come possiamo vedere in questi giorni sui profili ufficiali Instagram, stanno seguendo in maniera autonoma programmi di allenamento, in attesa di scendere ancora una volta in campo.

Leggi anche: Coronavirus: da noi non c’è pandemia, l’esempio del Kerala

Fabio Amicosante

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