Scritta pro aborto sul muro della Chiesa, il sacerdote: “Prendi esempio da tua madre”

Scritta pro aborto
(Websource)

La lettera del sacerdote don Andrea all’autore della scritta pro aborto che ha imbrattato il muro della sua chiesa è diventata virale sul web, fornendo un esempio di civiltà sia all’autore della scritta che a molti utenti Facebook.

Che i ragazzi, soprattutto gli adolescenti in fase di distacco dal modello genitoriale, se la prendano con i muri delle chiese non è una novità. Lo scrivere una frase offensiva nei confronti dell’istituzione ecclesiastica o di una delle tematiche fondamentali che difende sembra a questi ragazzi un modo per staccarsi dall’omogeneità sociale e diventare un ribelle agli occhi dell’opinione pubblica.

Sebbene all’adolescente possa apparire, un’azione sovversiva, in realtà non si tratta di altro che di un’azione senza costrutto che ha come unica finalità offendere chi crede a ciò che sta insultando. Lo stesso si può dire quindi dell’autore della scritta “Aborto libero (anche x Maria)” che da qualche giorno campeggia all’esterno della chiesa di San Michele Arcangelo e Santa Rita nella periferia sud di Milano. Il giovane sarà stato convinto di aver condiviso un messaggio importante, ma l’unica nota che emerge da quella scritta è un profondo disprezzo per la vita ed una mancanza di rispetto per chi ha sofferto nello scegliere l’aborto.

Scritta pro aborto sul muro della chiesa, la risposta del sacerdote

Indisposto dal gesto vandalico sulla propria chiesa, ma soprattutto dal messaggio che la scritta veicola, don Andrea ha deciso di rispondere all’autore del gesto con una lettera aperta su Facebook in cui lo invita a riflettere su cosa realmente significhi l’aborto. In primo luogo il sacerdote scrive al vandalo:

“Caro scrittore anonimo di muri,
Mi dispiace che tu non abbia saputo prendere esempio da tua madre. Lei ha avuto coraggio. Ti ha concepito, ha portato avanti la gravidanza e ti ha partorito. Poteva abortirti. Ma non l’ha fatto. Ti ha allevato, ti ha nutrito, ti ha lavato e ti ha vestito. E ora hai una vita e una libertà. Una libertà che stai usando per dirci che sarebbe meglio che anche persone come te non ci dovrebbero essere a questo mondo. Mi dispiace ma non sono d’accordo. E ammiro molto tua mamma perché lei è stata coraggiosa. E lo è tutt’ora, perché, come ogni mamma, è orgogliosa di te, anche se ti comporti male, perché sa che dentro di te c’è del buono che deve solo riuscire a venire fuori”.

Con questo inizio il sacerdote vuole fare capire che la sua posizione va contro la sua stessa esistenza, perché privare ad un essere vivente di potersi esprimere nel mondo? Quale diritto abbiamo per prendere una scelta che nega le fondamenta stessa della realtà in cui viviamo? Questi sono i principali dubbi della chiesa su una simile pratica e dovrebbero essere gli stessi che eticamente i genitori dovrebbero porsi, infatti lo scritto continua in questa direzione:

“L’aborto è il ‘non senso’ di ogni cosa. È la morte che vince contro la vita. È la paura che vince su un cuore che invece vuole combattere e vivere, non morire. È scegliere chi ha diritto di vivere e chi no, come se fosse un diritto semplice. É un’ideologia che vince su un’umanità a cui si vuole togliere la speranza. Ogni speranza. Io ammiro tutte quelle donne che pur tra mille difficoltà hanno il coraggio di andare avanti. Tu evidentemente di coraggio non ne hai”.

A questo punto don Andrea invita il suo interlocutore anonimo a dimostrare coraggio ed esporsi pubblicamente per dare prova di credere alla posizione così vigliaccamente espressa, quindi di provare a cambiare idea abbracciando ciò che davvero è positivo:

“Vuoi dimostrare di essere coraggioso? Migliora il mondo invece di distruggerlo. Ama invece di odiare. Aiuta chi è nella sofferenza a sopportare le sue pene. E dai la vita, invece di toglierla! Questi sono i veri coraggiosi! Per fortuna il nostro quartiere, che tu distruggi, è pieno di gente coraggiosa! Che sa amare anche te, che non sai neanche quello che scrivi!”.

Il post del sacerdote ha ricevuto in pochissimo tempo 3700 reazioni, 307 commenti, e 1590 condivisioni. Non numeri esorbitanti se rapportati ai personaggi pubblici, ma considerevoli se si pensa che il post è pubblicato in una pagina da 15 like. Questo dimostra che il sacerdote ha colto nel segno e molti hanno apprezzato la sua decisione di rispondere con garbo a chi ha vandalizzato la sua chiesa.

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Luca Scapatello