Scortati dalla Polizia per chiedere “di non confondere l’identità sessuale dei bambini”

Scortati dalla Polizia per chiedere "di non confondere l'identità sessuale dei bambini"
Pullman della Libertà e della famiglia

Il Bus della Libertà di CitizenGO Italia contro il Gender nelle scuole, che dal 20 febbraio ha girato l’Italia sostando in 11 grandi città italiane per regalare alle famiglie migliaia di Manuali per Genitori Protagonisti nelle Scuole, è dovuto entrare a Bologna scortato da Polizia, Carabinieri, forze dell’ordine.

Cosa ne pensate del fatto che solamente per provare a chiedere di non confondere l’identità sessuale dei bambini, oggi, nel 2018, nel tempo della “democrazia“, dei “diritti civili” e della “tolleranza“, se qualcuno decide di porre alla luce questo fatto si debba essere difesi e protetti dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa?

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Difendere questa manifestazione pacifica dai collettivi di sinitra e LGBT che stavano occupando la piazza in cui il Pullman per la famiglia naturale aveva il diritto di sostare liberamente.

Nonostante che inizialmente i rappresentanti della manifestazione abbiano avuto indicazione di dirottare verso un altro luogo, ma grazie ad una ferma e decisa opposizione chiedendo che venisse garantito il loro diritto costituzionale di esprimersi (libertà di opinione ed espressione) per colpa di qualche scalmanato nullafacente?

L’opposizione è stata possibile grazie all’intervento personale del Senatore Carlo Giovanardi, che ha raggiunto i manifestanti pro famiglia naturale sul posto, protestando accanto a loro, sono stati scortati nella piazza dove era stato richiesto di poter manifestare.

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La cosa che ci porta a riflettere e non poco, è immaginare la scena di vedere questo pullman scortato in città in mezzo alle camionette della Polizia a sirene spiegate.  Per chiedere semplicemente il rispetto della Libertà educativa dei propri figli ai loro genitori…??? Se ci pensiamo è incredibile. Ma ad oggi è proprio così.

Il tour è poi proseguito per Cesena e Pescara, chiudendosi alla grande ieri a Roma.

Ricordiamo che:

 

  • Il Bus della Libertà ha percorso quasi 4.000 Km in 8 giorni, sostando in 11 grandi città italiane (Reggio Calabria, Catania, Napoli, Livorno, Torino, Milano, Verona, Bologna, Cesena, Pescara, Roma);
  • Hanno incontrato centinaia di sostenitori, distribuendo migliaia di Manuali per Genitori Protagonisti nelle Scuole;
  • Le cronache del Bus sono state seguite da decine e decine di articoli sulla stampa locale e sul web;
  • Le nostre dirette Facebook hanno raggiunto, in totale, centinaia di migliaia di visualizzazioni.

Obiettivo:

Il secondo tour del Bus della Libertà è senz’altro la più vasta campagna anti-Gender mai condotta in Italia.

Un’avventura emozionante e straordinaria, affrontata principalmente per difendere i nostri valori comuni (di tutti noi) e per dare voce anche al tuo pensiero, in un Paese in cui la nostra Libertà di pensiero ed espressione è sempre più minacciata e violata, come i fatti stessi hanno dimostrato.

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La storia del Bus della Libertà:
Il Bus della Libertà
darà inizio al suo lungo viaggio partendo oggi da Reggio Calabria. Raggiungerà 11 città italiane e farà ultima tappa a Roma, davanti alla Corte di Cassazione nel pomeriggio del 27 marzo. Una iniziativa di CitizenGo e Generazione Famiglia – Le Manif Pour Tous Italia, che da il via alla sua seconda edizione una volta lasciatasi alle spalle le polemiche dello scorso anno. Per Papa Francesco si tratta di ‘colonizzazione ideologica’ e va messa allo stesso livello del nazismo e del comunismo, ma le manifestazioni avranno luogo comunque in Italia con un secondo tour nazionale per promuovere e difendere la libertà educativa dei genitori. Ai lati del bus, forse è quello il problema, ci sarà la scritta: “Non confondete l’identità sessuale dei bambini”.

La campagna avrà lo scopo di sensibilizzare i media, le famiglie e soprattutto la classe politica in questo periodo pre-elettorale su temi molto delicati come l’educazione dei bambini. Ad ogni tappa, ad ogni città, saranno regalati migliaia di Vademecum per aiutare i genitori a riconoscere i progetti Gender nelle scuole e a tornare protagonisti dell’educazione dei loro figli. Ecco un elenco di tutte le tappe:
Partenza oggi 3 marzo da Reggio Calabria (Lungomare ore 15). Il viaggio proseguirà passando mercoledì 21 a Catania (Giardini Pacini ore 11), giovedì 22 a Napoli (Rotonda Diaz ore 11), venerdì 23 a Livorno (zona Municipio ore 11), sabato 24 a Torino (Rondò Rivella ore 11), sempre sabato 24 a Milano (Porta Venezia ore 16), domenica 25 a Verona (Piazza Bra ore 10:30), lunedì 26 a Bologna (Piazza Malpighi ore 12) e Cesena (zona Municipio ore 15), martedì 27 Pescara (Piazza Salotto ore 11) e ritorno a Roma nel primo pomeriggio con l’arrivo davanti alla Corte di Cassazione.
Gli organizzatori si sono anche espressi su quelle che sono le proprie intenzioni: “Nei prossimi mesi assisteremo a una nuova ondata di progetti Gender nelle scuole italiane, dalle materne ai licei. Dopo i duri colpi subiti in questi anni grazie alla mobilitazione dei Family Day, il movimento Lesbico-Gay-Bisessuale-Transessuale (LGBT) si sta riorganizzando per tornare alla carica, e le famiglie non possono farsi trovare impreparate”.
“Alla sponsorizzazione da parte di enti governativi come l’UNAR, si aggiungerà una micidiale pressione internazionale, ad esempio da parte dell’UNESCO, il braccio armato dell’ONU sui temi della cultura e dell’educazione, che ha da poco diffuso le nuove linee guida per l’educazione sessuale dei bambini, invitando di fatto a esautorare i genitori di questo loro diritto naturale”. Queste sono le parole che si leggono nel loro programma.

E’ già polemica
Il Bus della libertà non avrà vita facile. I cittadini di Reggio Calabria hanno già mosso qualche polemica nei confronti dell’iniziativa. “Ieri, infatti, la Commissione Pari Opportunità ha diramato un comunicato stampa definendo offensiva, vergognosa e discriminatoria la campagna di CitizenGO e Generazione Famiglia per la libertà educativa dei genitori” spiegano gli organizzatori che hanno già incaricato i loro legali di valutare la possibilità di sporgere denuncia.
“L’attacco del Comune di Reggio Calabria al Bus della Libertà è comunque la prova della fortissima influenza della Lobby LGBT ai danni di tutti i cittadini. La responsabile della Commissione Pari Opportunità che ha definito la nostra presenza oggi in città ‘offensiva’, ‘vergognosa’ e ‘discriminatoria’ solo perché difendiamo la libertà educativa dei genitori, è infatti anche una delle più attive esponenti dell’ArciGay locale” affermano ancora i promotori del Bus della Libertà.
“Sembra paradossale che la nostra libertà di opinione ed espressione sia attaccata proprio dalla Commissione Pari Opportunità, che dovrebbe difendere il pluralismo democratico. Ma quando comanda la Lobby LGBT domina il pensiero unico politicamente corretto, che pretende di entrare nelle scuole per educare i figli degli altri su temi intimi e delicati come la sessualità e l’affettività”.