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Miracolo eucaristico: Scete, l’ostia si fa “Bambin Gesù”

Che cos’è un Miracolo eucaristico?

Il Miracolo Eucaristico fa riferimento al dogma della transustanziazione, definito dal Catechismo della Chiesa Cattolica in questo modo: “Con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue”.

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Il Miracolo eucaristico di Scete (Egitto) avvenne nel III-V secolo. All’epoca, i Padri del Deserto vivevano in Egitto, come eremiti, nel tentativo di emulare l’esempio di spiritualità di Sant’Antonio Abate.

Un Monaco di Scete, un giorno, dubito del concetto di transustanziazione, secondo cui l’ostia consacrata e il vino del calice divengono davvero Corpo e Sangue di Cristo sull’altare.
“Due anziani udirono questa sua affermazione e, sapendo che nella vita era un uomo pio e buono, pensarono che parlasse senza colpa, per insipienza. Allora si recarono da lui e gli dissero: Padre, abbiamo udito che un tale dice una tesi contraria alla Fede: il pane che riceviamo non sarebbe realmente il Corpo di Cristo, ma un simbolo”.
Ed egli rispose: “Sono io che lo dico! (…) Se non accade un fatto a convincermi, non mi persuaderò”.

Miracolo eucaristico: Gesù Bambino immolato per noi

Gli anziani allora gli dissero: “In questa settimana pregheremo Dio riguardo a questo mistero, e crediamo che Dio ce lo svelerà”.
La domenica successiva, era tutti presenti alla Santa Messa e, al momento della preghiera eucaristica, al posto del pane videro Gesù Bambino che si immolava per tutti noi.

Proprio nell’istante in cui il sacerdote spezzava il pane sull’altare, quelle persone, insieme al Monaco che dubitava, videro un Angelo del Signore scendere dal cielo e, con la spada, sacrificare Gesù Bambino, versandone poi il Sangue nel calice.

Il Corpo stesso di Gesù si divise in pezzi, per riporsi nelle particole che sarebbero state date ai fedeli. Quei testimoni continuarono ad avere quella visione fino a quando non ricevettero la loro ostia consacrata e, quando toccò al Monaco incredulo, egli ebbe “in cibo” carne e sangue (nella sua visione), tanto che urlò davanti a tutti: “Credo, o Signore, che il pane è il tuo Corpo e il calice il tuo Sangue!”.

Antonella Sanicanti

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