Il Miracolo Eucaristico di Lanciano

Il Miracolo Eucaristico di Lanciano
Lanciano

Il Miracolo Eucaristico di Lanciano (Abruzzo) è avvento nell’VIII secolo.
All’epoca, l’Imperatore bizantino Leone III Isaurico, aveva deciso che si dovessero distruggere le immagini sacre, con un editto dell’anno 730, convinto che così avrebbe risolto l’astio con gli ebrei.

Però, ovviamente, molti cristiani si ribellarono e, dopo aver visto le icone bruciare e i mosaici e gli affreschi ridotti in brandelli, tanti Monaci Basiliani si rifugiarono in Italia.
Uno di questi, celebrava la Messa nella chiesa dei santi Legonziano e Domiziano a Lanciano.
Come accade spesso, nelle circostanze che portano, poi, ad un Miracolo Eucaristico, il Monaco, mentre alzava il calice e l’ostia al cielo, secondo la consueta preghiera eucaristica, dubitò che pane e vino divenissero realmente Corpo e Sangue di Cristo.

Un documento antico descrisse così quel religioso: “Non ben fermo nella fede, letterato nelle scienze del mondo, ma ignorante in quelle di Dio, andava di giorno in giorno dubitando se nell’ostia consacrata vi fosse il vero Corpo di Cristo e così nel vino vi fosse il vero Sangue”.
Nel momento della preghiera eucaristia, dunque, sotto gli occhi di quel Monaco, l’ostia divenne un pezzo di carne e il vino sangue vivo.
Quel pezzo di carne è, ora, una membrana scura, mentre il sangue si è coagulato in 5 grumi.
Quelle reliquie sacre sono state esaminate più volte, nel corso dei secoli.
Ultimamente, nel 1970, furono l’Arcivescovo di Lanciano, Monsignor Pacifico Maria Luigi Perantoni, e padre Bruno Luciani, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, a chiedere degli esami specifici.

Qualche mese dopo, arrivarono i risultati, che attestavano che sia la carne che il sangue erano di natura umana; inoltre, la carne “si dimostra appartenente al miocardio”, dunque è un cuore, il sangue è del gruppo sanguigno AB, lo stesso di quelle delle tracce riscontrate sulla Sindone.

Nel 2006, fu il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale/Pseudoscienze) ad esaminare le reliquie, confrontandole con delle mummie egizie. La conclusione fu che “il caso di un corpo mummificato secondo i procedimenti conosciuti è molto differente da quello di un frammento di miocardio, lasciato allo stato naturale per secoli, esposto agli agenti fisici atmosferici e biochimici”.
Nel 1981, un nuovo esame confermò l’esito dei precedenti.

Antonella Sanicanti