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Santuario di San Sosti: la statua ritrovata dopo l’ingiusta accusa

Il Santuario della Madonna del Pettoruto di San Sosti nasce dal legame con un evento miracoloso che ha permesso la diffusione del culto in tutto il mondo. 

Santuario Madonna del Pettoruto San Sosti – photo web source

Il santuario basilica della Madonna del Pettoruto si trova a San Sosti, in Italia, sulle pendici del monte Montea, precisamente nella gola formata dal fiume Rosa tra il monte Montea ed il monte Mula. Sul nome ci sono diversi ipotesi, una delle quali viene dal termine petruto, cioè pietroso, mentre un’altra riguarda un’usanza delle donne che si rivolgeva alla Vergine per chiedere la risoluzione dei propri problemi legati alla fertilità.

Il santuario meta di pellegrinaggi durante tutto l’anno

Il santuario è ancora oggi una grande meta di pellegrinaggi durante tutto l’arco dell’anno, e in modo particolare durante la prima settimana di settembre, in occasione della tradizionale millenaria fiera in onore della Madonna. All’origine di questo santuario c’è un uomo di nome Nicola Mairo, originario della vicina Altomonte, che si era rifugiato tra le montagne dopo essere stato accusato di omicidio ingiustamente.

Andò tra le montagne per sfuggire alla cattura, e proprio tra quelle alture sorge oggi il santuario. Lì infatti l’uomo avrebbe avuto una visione mistica dopo la quale scolpito, sempre durante la sua latitanza, l’immagine della Madonna col Bambino su una roccia tufacea. L’uomo venne scagionato nel 1449 da ogni accusa.

La scoperta dell’immagine da parte di un pastorello sordomuto

Dopo questo primo evento, un pastorello sordomuto scoprì l’immagine scolpita nella roccia nei primi anni del 1600, mentre era intento a cercare tra i boschi una delle sue pecore accidentalmente allontanatasi dal gregge. La Madonna gli ridiede la parola proprio per permettergli di rivelare a tutti quanto accaduto e per indicare lo stesso luogo in cui era avvenuto il ritrovamento, così da permettere anche un santuario a lei dedicato.

In seguito il santuario fu costruito per volontà del vescovo Felice Greco, vescovo di San Marco Argentano e Bisignano dal 1824 al 1840. Fu poi papa Giovanni Paolo II nel 1979 ad elevarlo a basilica minore. Il legame con la Madonna del Pettoruto è tuttavia particolarmente rilevante, e interessa fedeli sparsi in tutto il globo. Per esempio in Argentina esiste una comunità in onore alla Madonna del Pettoruto, fondata da famiglie emigrate da San Sosti che hanno continuato a praticarne il culto riproducendo le stesse ricorrenze.

La devozione alla Madonna del Pettoruto sparsa per il mondo

Altre comunità si trovano poi in Canada e Stati Uniti, sempre costituite da uomini e donne che hanno portato con sé la fede verso la Madonna e le tradizioni sansostesi. Una particolare ricorrenza, poi, nota come la festa della “Cinta”, affonda le radici in un passato molto lontano e si origina dal fatto che, nell’antichità, le popolazioni che abitavano i paesi confinanti con San Sosti vennero colpiti da tremende catastrofi, come terremoti o epidemie.

LEGGI ANCHE: Madonna dei Miracoli di Lonigo: l’efferato crimine e l’intervento prodigioso

Per scampare a questi drammi le popolazioni fecero voto alla Madonna del Pettoruto e l’oggetto fu proprio una corda imbevuta di cera, che simboleggia il filo con cui la Madonna avrebbe cinto i paesi per proteggerli dalla devastazione.

Giovanni Bernardi

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Giovanni Bernardi

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