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Santuario Mater Domini Mesagne: l’icona bizantina che stupisce tutti

Il Santuario di Santa Maria Mater Domini sorse nel luogo esatto in cui nel 1598 avvenne lo straordinario miracolo, da cui nacque un culto popolare molto diffuso.

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Si tratta di una chiesa parrocchiale, situata nel comune di Mesagne, nella provincia di Brindisi in Puglia, precisamente in via Materdona. Dentro questa particolare chiesa si trova la venerata immagine della Madonna di Mesagne, un’icona l’icona bizantina raffigurante la Madonna col Bambino di fronte a cui da tempo i fedeli si soffermano in preghiera per domandare le grazie della Vergine sulla loro vita.

La costruzione dello splendido santuario

La costruzione si avviò negli anni intercorsi tra il 1598 e il 1605, e l’obiettivo era proprio quello di custodire in maniera degna la venerata immagine della Vergine col Bambino, che ormai tutti cominciavano a ritenere miracolosa e la cui devozione andava crescendo di giorno in giorno.

L’affresco medievale, infatti, in origine era situato all’interno di una semplice edicola e le cronache dell’epoca riportano che cominciò a sudare abbondantemente nel 1598. I progettisti del santuario furono Evangelio e Michele Profilo, che pensarono quindi a uno stile rinascimentale in seguito completato con la costruzione della cupola maiolicata su tamburo cilindrico, quest’ultima innalzata tra il 1688 e il 1740.

I primi anni della chiesa di Mesagne e il culto che si diffondeva

Diversi nobili di Mesagne si impegnarono in prima persona per costruire la chiesa, tra cui il capitano Pietro Resta, Nicola Capodieci e Pompeo Falcone. Vennero utilizzate anche tutte le numerose elemosine che i devoti rilasciarono tra il 1598 e il 1606, anno in cui venne demolita la vecchia casetta primitiva per fare spazio al grande santuario in cui troveranno poi accoglienza i tanti fedeli.

La nuova chiesa appartenne a lungo alla mensa arcivescovile, e per lungo tempo vi si trovò insediata la confraternita degli Schiavi di Maria nel 1688. La decorazione della chiesa con stucchi per mano di diversi maestri dell’epoca avvenne nel 1783. Tra questi vi era anche il napoletano Michele Garofalo.

L’interno del santuario e lo stile raro in Salento

La pianta a pianta a croce greca, teorizzata ed eseguita dai maggiori architetti del Rinascimento italiano, fu la più adatta a questo straordinario luogo di culto fuori dalle mura, mentre per la pianta ci si affiderà allo stile del secondo rinascimento, e per la cupola al periodo barocco. Una rarità nel Salento, dove la maggior parte delle costruzioni religiose riportano al periodo barocco. 

L’icona mariana, ridipinta dal pittore mesagnese Gian Pietro Zullo nel 1605, autore anche della tela raffigurante l’Incredulità di san Tommaso, è collocata sull’altare maggiore. I pennacchi della cupola sono ornati dalle immagini degli Evangelisti, riproduzioni di quelli del Domenichino, presenti nella romana chiesa di Sant’Andrea della Valle.

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Fu la controriforma a portare a programma edilizio culturale e religioso di enorme portata, che trasformò allo stesso tempo e in maniera incredibilmente uniforme gli usi e i costumi di intere regioni e città di quello stesso circondario. Come infatti in tutto il sud d’Italia in quel particolare periodo, come anche nel resto della penisola, vennero costruite numerose nuove chiese, santuari, conventi e collegi, anche a Mesagne la decisa volontà popolare è quella di costruire il Santuario di Mater Domini. Il santuario ancora oggi, con la sua imponente molte, domina il paesaggio cittadino, ancora dopo trecento anni.

Giovanni Bernardi

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Giovanni Bernardi

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