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Santuario Madonna di Gibilmanna: dove la speranza vinse il pericolo

Il Santuario della Madonna di Gibilmanna, frazione di Cefalù, fu il culmine di un grande prodigio che ebbe compimento nel sedicesimo secolo. 

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Il santuario sorge a ottocento metri di altitudine, sulle pendici occidentali del Pizzo Sant’Angelo, tra i boschi di querce e castagni. Il nome stesso indica la sua posizione, in quanto Gebel significa monte, in associazione all’antica produzione della manna. Nella cima esisteva una chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo, mentre l’immagine della Madonna di origine orientale si venerava in un antico monastero fondato da San Gregorio Magno.

La fondazione dell’antico santuario

Quello Gibilmanna era uno dei sei monasteri benedettini fatto costruire a proprie spese da San Gregorio Magno poco prima di essere eletto pontefice. Da questo fatto nacque la festa del giubileo di San Gregorio, che era costituita da un pellegrinaggio al santuario e poi alle rovine di una chiesa distrutta, originario oratorio del santo.

Nel quarto secolo, con l’arrivo degli Arabi, gli edifici conventuali andarono in rovina. La chiesa andò in custodia di diversi eremiti. I normanni in seguita alle loro conquiste di questi territori avviarono una vasta opera di ricostruzione di monasteri ed edifici sacri. Nel 1228 la chiesa divenne un “priorato” e smise di appartenere ai monaci benedettini. Mentre nel 1279 l’edificio passò ad un frate agostiniano.

La nomina del guardiano del convento

Nella prima metà del sedicesimo secolo divenne priore il sacerdote Antonio Lo Duca, promotore della costruzione della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma, mentre paree che nel convento abitò anche l’eremita Giuliano Piazza da Mussomeli. Pare che la sua cella sarebbe stata ricavata nientemeno che nel tronco di un castagno.

Nel 1619 fu eletto guardiano del convento padre Sigismondo da Pollina e fu costruita una nuova chiesa al posto dell’antica cappella benedettina, che si trovava ad essere del tutto insufficiente a contenere i pellegrini. La chiesa venne completata nel 1623 e riaperta al culto nel 1625, dopo essere stata allargata verso ovest e dotata di una sacrestia e di una scalinata di accesso. La facciata era preceduta da un portico.

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La venerata immagine della Madonna di Gibilmanna

La venerata immagine della Madonna con Bambino fu trasferita nella nuova chiesa. Si tratta di un affresco in stile bizantino dell’antica cappella benedettina, prima rimosso e poi trasferito nella nel muro della cappella della Madonna, insieme anche alla statua della Vergine e a un antico Crocefisso. Quest’ultimo parlò a uno dei padri guardiani del convento

Nel 1954 infine Papa Pio XII dichiarò Maria Santissima di Gibilmanna patrona della diocesi e della città di Cefalù, mentre nel 1958 venne inaugurato nel convento il Seminario Serafico. Negli anni furono molte le modifiche che vennero apportate al santuario. Ad esempio la statua di San Francesco venne trasportata nel lato destro del piazzale, i cortili interni ristrutturati e l’antica stalla trasformata in museo

Giovanni Bernardi

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Giovanni Bernardi

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