Santuario Madonna della Consolazione di Paternopoli: dove l’uomo ritrova la voce

Il Santuario della Madonna della Consolazione di Paternopoli nacque in seguito dell’evento che cambiò la vita di un uomo colpito da una grave malattia. 

Santuario della Madonna della Consolazione di Paternopoli
Santuario della Madonna della Consolazione di Paternopoli – photo web source

Il santuario si trova a Paternopoli, in provincia di Avellino, nei pressi di Corso Vittorio Emanuele. Qui viene ricordato l’evento prodigioso operato dalla Madonna il 16 aprile 1751, di cui beneficiò un falegname di nome Giovan Battista d’Amato. Questo, infatti, in seguito a un colpo apoplettico era diventato completamente muto, e istantaneamente in seguito alla sua preghiera intensa, ai piedi della sacra Immagine, riacquistò l’utilizzo della parola, intonando un celestiale Magnificat.

L’origine dello splendido luogo di pellegrinaggio

Così la chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari conservò al proprio interno, dal 1522, in particolare nella cappella dedicata a Santa Maria della Consolazione, il venerato dipinto dell’artista Fiorentino, del 1587-1588 e scoperta solo nel 1868, in cui Maria viene rappresentata seduta sul trono della gloria con Gesù in braccio. Nel quadro si vede anche un angelo che sorregge il baldacchino, e ai piedi si trova Sant’Agostino e la madre Santa Monica.

Nella sacrestia della chiesa si trovano anche numerose altre sculture e reliquiari lignei risalenti ai secoli diciotto e diciannove. Mentre invece le testimonianze storiche spiegano che il culto a Maria nella cittadina di Paternopoli è molto antico. Alcuni documenti riportano al 1142 la devozione a Maria, che all’epoca era officiata dai monaci di Montevergine in una piccola chiesetta.

La devozione crebbe ogni giorno all’interno di questo santuario

Dopo il miracolo del 1751, a cui fecero seguito numerosi altri eventi prodigiosi, la devozione crebbe di giorno in giorno, fino al 12 maggio 1774, giorno di Pentecoste, quando si incoronò il capo della Vergine della Consolazione. Atto rinnovato il 25 maggio 1806 ed ancora il 14 maggio 1815, decretando in questo modo la solennità di una festa che ancora oggi è molto sentita tra la popolazione, che la festeggia il 16 aprile di ogni per ricordare il primo miracolo.

Oggi la chiesa Madre di San Nicola, costruita nel 1522 a seguito dall’ampliamento della preesistente chiesa medioevale dedicata prima a San Luca e poi all’Annunziata, è quindi nota anche come Santuario della Consolazione. I successivi interventi realizzati nei secoli diciassette e diciotto comportarono l’espansione della cripta sotterranea, detta Grotta sotto la chiesa.

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Certamente notevole è inoltre l’imponente torre campanaria, mentre all’interno una serie di pilastri divide la struttura in tre navate con otto cappelle laterali abbellite da antiche pitture. Tra queste, l’icona miracolosa della “Madonna o Vergine della Consolazione”, che rende questo luogo da secoli meta di pellegrinaggio e di culto. Oltre a queste, si segnalano, tra le molte altre opere d’arte custodite nell’edificio religioso, una tela del 1522 che ritrae San Nicola, un busto ligneo di San Vincenzo Ferreri, realizzato nel 1737 da Gennaro D’Amore.

Giovanni Bernardi

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