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Santuario di San Romedio: dove rifugiarci per sentire la presenza di Dio

Questo momento difficile ci fa sentire ancora di più la necessità di rigenerarci e rilassarci in un luogo lontano dal caos della città e dei luoghi di lavoro. Cerchiamo quel posto che ci metta, soprattutto, in contatto con Dio, ascoltando il silenzio. 

Il nostro Paese ha, in sé, tanti di questi luoghi di preghiera, molto spesso isolati dal mondo esterno. Ideali per permettere a Dio di farsi spazio nuovamente nel nostro cuore e nella nostra mente.

Santuario di San Romedio – photo web source

I luoghi del silenzio e della preghiera

Il momento storico che stiamo attraversando è uno dei più difficili. Non solo la pandemia da Covid, ma ora anche venti di guerra che spirano nei Paesi nel nostro stesso continente. Tutto questo ci porta a sentirci quasi come fossimo oppressi e, anche, la nostra quotidianità ci sta un po’ stretta.

Abbiamo voglia di evadere, di uscire da una routine che non ci da, forse, più neanche la possibilità di stare con Dio, di pregarlo o anche, semplicemente, di guardarlo occhi negli occhi. diciamoci la verità: riusciamo più, nel caos delle nostre giornate, a trovare un po’ di tempo, magari ogni giorno, per recarci ad esempio in chiesa e sostare davanti al Santissimo Sacramento? Oggi non più come prima.

Per questo abbiamo bisogno di fermarci e di allontanarci un attimo. Cercare dei luoghi che siano isolati e che ci riportino a Dio. In Italia ce ne sono e sono più noti come eremi. Ma vi sono anche dei Santuari che, sono più lontani dai centri cittadini e ci permettono “quella ricognizione” con Dio di cui abbiamo così bisogno.

Il Santuario di San Romedio: dove la storia si fonde con la fede

Uno di questi, si trova in Trentino Alto Adige, nella Val di Non: stiamo parlando del Santuario di San Romedio. E’ dedicato alla figura dell’eremita San Romedio, è situato su un ripido sperone di roccia, nello scenario naturale della Val di Non, nei pressi di Sanzeno, nel territorio dell’Arcidiocesi di Trento.

Il tutto parte proprio da San Romedio. Vissuto tra il IV e il V secolo, era l’erede di una ricca famiglia bavarese. Dopo un pellegrinaggio a Roma, donò tutti i suoi beni alla chiesa, ritirandosi in eremitaggio nella Val di Non in alcune grotte esistenti ancora oggi nei pressi del santuario. Lo seguirono due compagni, Abramo e Davide.

Si narra che un giorno, dovendo recarsi a Trento per salutare Vigilio, allora vescovo della città, chiese a Davide di sellargli il cavallo: il discepolo tornò con la notizia che un orso aveva sbranato il cavallo. Romedio non si scompose e gli ordinò di sellare l’orso, il quale docilmente si lasciò mettere la sella, conducendo poi Romedio fino a Trento. Quest’episodio è ricordato da una statua lignea posta accanto ad un arco trionfale all’ingresso del Santuario.

La chiesa originaria intitolata a san Romedio sorse attorno al 1000 sulla tomba del Santo, con le pietre portate fin lassù dagli antichi pellegrini. Il culto a san Romedio venne riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa nel 1300 e la devozione al Santo si incrementò molto nel XV secolo, quando il santuario venne affollato da molti pellegrini che portavano ex voto.

LEGGI ANCHE: Santuario Madonna del Soccorso: l’antico eremo dove il bimbo fu salvato dal maligno

Un complesso di 5 chiesette sulla roccia

Questo suggestivo luogo di pellegrinaggio è un complesso architettonico formato da cinque chiesette sovrapposte edificate in epoche diverse (la Chiesa antica e sacello, la Chiesa di San Romedio, la Chiesa di San Michele e la Cappella dell’Addolorata).

Nel 1489 fu iniziata la costruzione della seconda chiesa dedicata a san Giorgio. Poi nel 1514 fu costruita la chiesa di san Michele e nel 1536 la chiesa maggiore di san Romedio. Per ultima fu eretta nel 1918 la chiesa dell’Addolorata, in segno di ringraziamento alla Vergine per la quiete ritrovata dopo la tragedia della Prima guerra mondiale.

E’ uno dei Santuari più belli e caratteristici di tutta Europa, data anche la sua posizione (si trova su di una rupe calcarea alta 100 metri). Uno dei luoghi ideali dove sentire sempre la presenza di Dio.

LEGGI ANCHE: L’Eremo di San Giorgio: la ricerca della pace interiore in un mondo di caos

Rosalia Gigliano

Scritto da
Rosalia Gigliano

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