Santuario della Madonna della Rocca di Cento: l’immagine prodigiosa di Maria

La ricchezza dell’Arcidiocesi di Bologna testimonia l’amore e la fede che gli emiliani hanno manifestato nel corso dei secoli alla Madonna.

Una delle chicche di questo territorio, e della storia cristiana che vi è inscritta, è il Santuario della Madonna della Rocca. Qui l’8 luglio del 1855 la Madonna della Rocca, in seguito al Voto fatto dalla popolazione, fermò il colera che stava devastando la città.

Il Santuario della Beata Vergine della Rocca, custodito dai Cappuccini

Si trova in una cittadina situata nella Bassa Ferrarese di 30mila abitanti circa. Si tratta di Cento, luogo di cultura e di storia, oltre che di fede e di tradizioni. Il Santuario della Beata Vergine della Rocca, custodito nei secoli dai Frati Minori Cappuccini, ne è testimonianza.

La chiesa fu eretta a santuario con un decreto promulgato il 15 agosto 1958 dal Cardinale Giacomo Lercaro, all’epoca arcivescovo di Bologna. Dentro questo Santuario, infatti, è conservata l’immagine della Vergine, che stringe a sé il Bambin Gesù, seduto sul suo grembo. Questa è nota come la Madonna della Rocca.

L’origine prodigiosa dell’immagine della Madonna della Rocca

L’immagine ha un’origine miracolosa, le cui vicende sono state ricostruite secondo alcuni non con esattezza, per via di alcuni documenti che riportano origini differenti. La tradizione più accreditata è quella di un polacco che affrescò la Vergine, intorno al 1460, pensando di riprodurre la patrona della Polonia, la Madonna di Czestochowa. 

Altri ne fanno risalire l’origine a un comandante militare della Rocca, e al periodo della dominazione estense. La particolarità di questa immagine è che Maria sanguina dalla narice destra, e il sangue è raggrumato nell’immagine. Nel 1700 un servente della Rocca fu colpito dall’immagine, che purtroppo vide in stato di abbandono, e decise di trovare una soluzione per diffondere la devozione alla Madonna della Rocca.

La Madonna della Rocca elargisce grandi grazie a chi si rivolge a Lei

Bastò poco affinché i centesi capissero che Maria elargiva grandi grazie a chi si rivolgeva a Lei, così la devozione cominciò a divulgarsi. Persone da tutto il territorio si recavano nella stanza dove era stata posta l’effige per cantare le litanie e recitare le orazioni. La stanza, nel tempo, divenne una cappella in cui celebrare la Santa Messa, grazie alla concessione della Camera Apostolica.

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Bisognò aspettare il 1722 affinché Papa Innocenzo XIII decise di concedere l’indulgenza plenaria ai fedeli che si recavano in visita all’oratorio, nel lasso di tempo intercorso tra i primi vespri del 14 agosto e il tramonto della solennità dell’Assunta.

La festa della Madonna della Rocca

In questo modo si instaurò nella tradizione la festa della Madonna della Rocca, che corrisponde al giorno dell’Assunta. Il Comune stabilì nel 1803 l’unione di tutte le prigioni della città nella medesima Rocca, che impedirà da lì in poi l’accesso alla cappella dei fedeli dal cortile.

Così si decise di portare l’immagine nella vicina chiesa dello Spirito Santo. Il 6 luglio 1804 l’immagine venne infatti rimossa dall’antica cappella all’interno della Rocca e trasportata in una chiesa cittadin, e il 24 settembre del medesimo anno giunse nella Chiesa dello Spirito Santo, che diventò il Santuario che accolse fino ad oggi la venerata immagine.

L’accesso al Santuario

Per accedere al Santuario bisogna passare per una “Bussola d’ingresso” del ventesimo secolo, in legno di abete intagliato, e ai quattro lati della navata centrale si trovano le quattro cappelle. La prima a destra presenta una nicchia della fine del diciannovesimo secolo, con posizionato centralmente e sopra l’altare il dipinto ad olio su tela che raffigura la Pentecoste, opera di Sidoli Pacifico.

La seconda cappella a destra è di manifattura emiliana e presenta una nicchia di stucco modellato parzialmente dorata con al centro una statua che raffigura San Francesco. Statua attorniata da dipinti che raffigurano diversi santi cappuccini, come  San Leopoldo Mandic, Santa Veronica Giuliani, San Benedetto da Urbino e San Serafino da Montegranaro.

La chiesa e l’immagine della Madonna

A sinistra invece si trovano due cappelle ornate con nicchie della fine del diciannovesimo secolo. La prima con una statua che raffigura Sant’Antonio da Padova. La seconda, un dipinto in cui è raffigurato San Giuseppe che insegna a Gesù bambino a leggere, attribuito a Mangilli Francesetti Ada.

Al centro dell’abside, invece, attorniata da una statua in bronzo di San Pio da Pietralcina e da un dipinto raffigurante San Francesco d’Assisi, l’immagine della Beata Vergine della Rocca.

Giovanni Bernardi

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